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Dalla Seconda Commissione
Via libera ai nuovi criteri per l'accesso al Progettone
Raccolti sei milioni per il fondo di solidarietà
​​La Seconda commissione ha dato oggi parere favorevole a due delibere che stabiliscono i criteri di assunzione nel Progettone. La prima, che ha ricevuto cinque sì e un voto di astensione, quello del consigliere di 5 Stelle, introduce la riduzione da quattro a due delle fasce per le graduatorie, questo perché, dalla sperimentazione, è risultato che i lavoratori di quella più bassa rimanevano esclusi; la riduzione a due all'anno degli accessi alla graduatoria perché si è visto che tenerla aperta lungo tutto l'arco dell'anno penalizzava le fasce più deboli; la modifica degli ambiti territoriali per la selezione delle domande da sette a due.
La seconda delibera, approvata all'unanimità, introduce cambiamenti sostanziali per l'accesso ai lavori socialmente utili. Le donne con figli riceveranno un "bonus" di un anno di lavoro per ogni figlio. Ad esempio una lavoratrice con due figli, alla quale mancano 10 anni alla pensione, si vedrà riconosciuti due anni di lavoro che le permetteranno di accedere al Progettone che ha come barriera d'ingresso gli otto anni dal pensionamento. Altra novità, sempre per il raggiungimento della quota degli otto anni dall'addio al lavoro: verranno riconosciuti anche gli impieghi a tempo determinato, superiori ai sei mesi, che i lavoratori hanno svolto dopo la data del licenziamento. Una misura, ha detto l'assessore, che si colloca nello spirito di fondo del Progettone che è quello di essere uno strumento temporaneo per accompagnare i lavoratori a pochi anni alla pensione. Mentre per le altre situazioni di difficoltà occupazionali la Pat ha messo in campo strumenti come il Reddito di attivazione al lavoro, il Real. Rispondendo al consigliere di 5 Stelle il quale ha chiesto se l'introduzione dell'Icef per le graduatoria abbia avvantaggiato i disoccupati stranieri, i funzionari dell'assessorato hanno affermato che gli stranieri sono il 10% degli occupati nel Progettone. Una percentuale che non è variata con l'Icef. Icef, ha aggiunto l'assessore, che non rappresenta comunque un criterio selettivo per le graduatorie ma solo un elemento di equità.

Fondo di solidarietà, raccolti sei milioni.

Sempre in Seconda commissione, nella mattinata di oggi, la direttrice dell'Agenzia del lavoro, come richiesto dalla mozione 29 del maggio 2014, ha presentato una relazione sullo stato dell'arte della normativa e degli interventi sulle politiche attive del lavoro, in particolar modo sugli ammortizzatori sociali. Un settore che negli ultimi mesi è stato soggetto ai grandi cambiamenti introdotti in primo luogo dal Job act e dalla scelta di stimolare il più possibile i disoccupati a ritornare al lavoro che sta alla base del Real pensato per la disoccupazione di lunga durata dei cinquantenni e oltre. L'assessore si è poi soffermato sul Fondo di solidarietà, sottoscritto da quasi tutte le categorie, comprese le rappresentanze dei liberi professionisti, che ha raccolto 6 milioni di euro, mentre poche, per fortuna, sono state le prestazioni erogate. L'assessore ha definito il Fondo di solidarietà una delle conquiste più importanti per il lavoro e, con la sua trasversalità, in grado di dare senso alla nostra autonomia. 
 
Bruno Zorzi
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