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23/01/2023 - Incontri

Viaggiare, sulle tele di Perghem Gelmi

Inaugurata la mostra sull'artista trentino, aperta fino al 18 febbraio

Viaggiare, sulle tele di Perghem Gelmi

Viaggiare, sulle tele di Perghem Gelmi

​​​Nel trentesimo anniversario della scomparsa, la Presidenza del Consiglio provinciale ha deciso di riaccendere i riflettori sull’opera di un pittore trentino valente e complesso come Michelangelo Perghem Gelmi (1911- 1992). L’artista è al centro della rassegna espositiva inaugurata il 20 gennaio e che nelle sale di palazzo Trentini resterà liberamente visitabile (festivi esclusi) fino a sabato 18 febbraio, con ben 105 opere giustapposte alle pareti, chiamate a documentare le molte svolte dell’ispirazione e della ricca biografia di Perghem Gelmi. Fu proprio un’antologica nella sede consiliare - era il 2003 - a trarre la sua figura da una zona d’ombra inadeguata e a valorizzare la “sinfonia di colori e di emoz​ioni” - come la si definisce nel ricco catalogo - cui ha dato vita nelle sue opere, estese dal 1944 alla fine degli anni ‘80. Il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, ha inaugurato l’esposizione assieme ai curatori Riccarda Turrina e Mario Perghem Gelmi (il figlio dell’artista), ricordando la sua precisa volontà di mettere a disposizione gli spazi di via Manci per la valorizzazione degli artisti della nostra terra. “Occhi sul mondo circostante”- questo il titolo della mostra - ha l’obiettivo ben circoscritto di mettere a fuoco un’unica tematica, quella del viaggio, nelle sue molteplici sfaccettature: di studio, quando si fa riferimento agli anni dell’accademia frequentata con entusiasmo da Perghem Gelmi; di destinazione assegnata, quando si parla di seconda guerra mondiale e di prigionia dell’aviere trentino in Polonia; di opportunità di lavoro (da ingegnere) per quanto riguarda l’Argentina , ma anche di piacere della scoperta quando le immagini raccontano di città europee, di paesaggi marini in Italia e in Francia, o quando ci portano in Messico, Cina, Perù, Bolivia, Russia. 

​La rassegna a palazzo Trentini si avvale dei diari e scritti dell’autore, di documenti dell’Archivio Perghem e del Fondo omonimo presso l’Archivio del ‘900 al Mart di Rovereto (per il quale alla vernice era presente la responsabile Paola Pettenella). Il percorso espositivo a Trento si struttura in otto sezioni cronologiche e il fitto catalogo che l’accompagna propone una serie di contributi critici che davvero restituiscono a tutto tondo il valore dell’esperienza artistica e umana dell’autore. La storica dell’arte Elena Pontiggia affianca i due curatori nel raccontare e visualizzare in particolare il diario di disegni eseguiti da Perghem Gelmi durante la prigionia; l’ex direttrice del Museo diocesano, Domenica Primerano, tratteggia vividamente la straordinaria esperienza professionale e personale nell’Argentina di Peròn, dove l’artista arriva nel 1948. Singolare è poi l’intervista dei due curatori a Fernanda Peterlana, che da compagna di tanti viaggi del pittore ha potuto ben testimoniare la straripante vitalità e curiositò dell’uomo. ​