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29/05/2019 - In aula o in commissione

Cure oncologiche al riparo dalle riduzioni di bilancio

No alla risoluzione per avviare uno studio per riaprire i punti nascita

Cure oncologiche al riparo dalle riduzioni di bilancio

La seduta pomeridiana del Consiglio si è aperta con la votazione di due risoluzioni in materia di sanità. La prima, firmata da Degasperi e Marini di 5 Stelle, De Godenz dell’Upt e Rossi e Ossanna del Patt, con la quale si intendeva impegnare la Giunta a predisporre entro 2 mesi uno studio di possibilità per riaprire i punti nascita di Arco, Tione e Borgo, è stata bocciata con 10 no, 6 sì e 3 astensioni. La seconda, primo firmatario Zeni e sottoscritta dai consiglieri Pd e da De Godenz, Demagri del Patt, Degasperi e Marini, ha ricevuto il sì unanime al dispositivo che impegna l’esecutivo a continuare il confronto col sindacato dei medici e delle professioni mediche e le associazioni dei malati sui percorsi di razionalizzazione della spesa sanitaria e a non prevedere l’area oncologica nei risparmi di spesa. Bocciata invece la premessa con 20 no e 13 sì.


La seduta del mattino si è aperto e chiusa con la discussione su due risoluzioni della minoranza, una a prima firma Degasperi (5 Stelle) con la quale si chiedeva la predisposizione entro 2 mesi di uno studio sulla possibilità di riaprire i centri nascite di Tione, Arco e Borgo, l’altra di Luca Zeni del Pd, ma sottoscritta da consiglieri di tutta la minoranza con la quale si è impegnata la Giunta a continuare il confronto con i sindacati dei medici e delle professioni sanitarie e con le associazioni dei pazienti sui percorsi di razionalizzazione della spesa sanitaria e di considerare la lotta al cancro una priorità assoluta e di non individuare l’area oncologica come oggetto di risparmio di spesa.

Stefania Segnana, aprendo la lunga discussione, ha confermato di aver trasmesso la lettera al direttore dell’Azienda Paolo Bordon, ricordando che il contenuto è stato discusso e condiviso, che ci sono stati incontri con l’Azienda. Una missiva di indirizzo che è stata scritta perché siamo all’inizio della legislatura e perché si tratta di un atto di responsabilità, vista la diminuzione delle risorse prevista per a partire dal 2022. Ma, ha ribadito l’assessora, non si tratta di tagli, ma di efficientamento della spesa. La scelta di prendersi per tempo per risparmiare risorse senza fare tagli al personale e agli ospedali periferici. Quindi, ha assicurato, i servizi nelle valli rimarranno e non si faranno tagli di personale. Tanto che, ha aggiunto Stefania Segnana, si è appena svolto un incontro con sindacati, nel quale si è manifestata la disponibilità, nel bilancio di assestamento, di trovare le risorse per concludere il contratto fermo da sei anni.

Nel merito della lettera, la razionalizzazione risorse, ha detto ancora Segnana, è stata condivisa con il Presidente, tenendo conto che la spesa sanitaria rappresenta un quarto del bilancio e si va incontro ad una contrazione delle risorse. Per quanto riguarda le sale operatorie ibride delle quali si parla nella missiva, l’assessora ha ricordato che è stato chiesto un progetto di fattibilità. Si tratta di sale che permettono di razionalizzare le tempistiche e quindi anche i tempi di attesa, che, nel caso degli interventi cardiochirurgici, possono arrivare a 6 mesi. Inoltre, queste sale ibride avrebbero effetti positivi sulla mobilità passiva che oggi costa 3,8 milioni, una cifra che verrebbe utilizzata per la realizzazione di queste nuove sale operatorie ibride. Per ciò che riguarda i farmaci oncologici si pensa all’utilizzo di farmaci biosimilari meno costosi e forme aggregate di acquisto come raccomandato anche dal Ministero della salute.

Sulla rete ospedaliera non c’è alcuna volontà di depotenziare ospedali periferici e la Giunta non ha aumentato budget delle strutture private.


Degasperi: quanti soldi mancano per la sanità?


Filippo Degasperi nel suo intervento ha affermato che l’assessora ha sostenuto nella lettera all’Azienda che le dinamiche di spesa della sanità non sono sostenibili con le attuali dotazioni di bilancio. Quindi, ci si aspettava una dichiarazione su quanti soldi mancano e dove si possono reperire. Parlare di efficientamento, inoltre, significa che non c’è efficienza e indicare dove sono i problemi e quali soluzioni adottare. Si doveva lasciare libertà all’Azienda di effettuare questi efficientamenti, invece l’assessorato ha voluto andare nello specifico. Insomma, ha continuato il consigliere 5 Stelle, la domanda è: quanti soldi mancano? A quanto ammonta la carenza di risorse per la sanità? In materia di personale si può anche aspettare l’assestamento, ma, ha ricordato ancora Degasperi, nella lettera sta scritto che si dovranno fare ragionamenti sulla percentuale dei fondi e quindi è difficile non pensare a tagli.


Rossi: chiedo di poter avere la lettera ufficiale.


Ugo Rossi (Patt) ha chiesto se la lettera di cui si parla è ufficiale, perché di fronte a temi di questa importanza si dovrebbe ragionare su atti ufficiali e non su articoli di stampa. Discutere con elementi non certi, ha detto ancora, non è molto serio. Quindi, Rossi ha chiesto di avere la lettera, che dovrà avere una firma e un protocollo. Insomma, un atto ufficiale sul quale dibattere.


Zeni: sulla sanità la Giunta deve abbandonare gli slogan.


Luca Zeni (Pd) ha sottolineato, con soddisfazione, che l’impianto dato agli ultimi anni alla sanità trentina non è stato messa in discussione dalla Giunta Fugatti. Il tema di fondo riguarda l’impostazione della sanità, la rete ospedaliera, i punti di qualità e eccellenza. La linea adottata dalla precedente Giunta, ha aggiunto, è condivisa; su cardiochirurgia, anche se difficile, va attivato il dialogo con Bolzano. Ma, ha affermato l’ex assessore alla sanità, il problema politico è che questa impostazione va a cozzare con gli slogan elettorali. Legittimando le rivendicazioni particolari, ha detto Zeni, la maggioranza si è presa una responsabilità enorme. Legittimare le singole rivendicazioni obbliga la Giunta a riattivare la guardia medica nel Tesino anche se rimane 12 ore al giorno inattiva, aprendo la porta ad analoghe richieste in altre zone. La contrazione delle risorse di bilancio, ha ricordato Luca Zeni, è un dato evidente da tempo, ma nonostante ciò i governi di centrosinistra hanno sempre deciso di non contrarre il bilancio della sanità, mentre qui, si parla di un taglio consistente. Quindi, è necessario scegliere le priorità, coinvolgere il personale nella razionalizzazione dei costi. Sui farmaci oncologici, ha continuato Zeni, la nota inviata all’Azienda stona perché è già tutto disciplinato e il Trentino ha una delle spese più basse. Inoltre, risparmiare su farmaci innovativi è preoccupante, anche perché le patologie oncologiche sono le più sentite dalla popolazione. Zeni ha invitato infine la Giunta a superare l’approccio da slogan per farsi carico di un approccio di sistema, anche per non perdere i medici migliori.


Savoi: si farà l’impossibile per mantenere i servizi nelle valli.


Alessandro Savoi (Lega) ha affermato che prima di fare allarmismi si dovrebbe avere il quadro della situazione, quadro che verrà definito con l’assestamento di bilancio. Le forze che hanno governato il Trentino, ha affermato, hanno tagliato la sanità nelle periferie e ora hanno presentato una risoluzione per uno studio sulla possibilità di riapertura di centri nascita di Borgo, Tione e Arco. L’esponente della Lega ha detto infine che la maggioranza farà il possibile e l’impossibile per mantenere e potenziare i servizi nelle valli.


Coppola: tagli che peseranno drammaticamente sugli utenti.


Lucia Coppola (Futura) ha affermato che l’incertezza in materia sanitaria è sconcertante. Ridurre di 120 milioni da qui al 2023 il budget per la sanità significa creare situazioni difficilissime per gli utenti. Questi tagli, ha affermato, e non la dinamica di spesa sono insostenibili. Soprattutto di fronte alle promesse elettorali sui punti nascita e gli ospedali periferici. In breve, secondo l’esponente di Futura, intervenire con tagli in questo settore vitale, anche dal punto di vista economico, è scellerato. Il governo provinciale, invece, dovrebbe spiegare come verrà affrontata la carenza di personale infermieristico e medico. La stessa rotazione dei medici sul territorio, fatta per accontentare piccoli egoismi, ha aggiunto l’esponente di Futura, non tiene conto della sicurezza dei pazienti e della qualità generale e dei bisogni di tutta la popolazione trentina. Su molte cose, inoltre, manca l’informazione, ad esempio sui risultati del Tavolo per valutare Neurochirugia a Arco. Infine, la consigliera ha ha chiesto come si può accompagnare un taglio di 120 milioni con un aumento che va da 20,4 a 22,8 milioni nel 2019 alle strutture private, una crescita percentuale dell’11,4.

Rossi: sui punti nascite la Giunta non ha mai chiesto deroghe.

Ugo Rossi è poi intervenuto per dire di aver chiesto all’assessora la lettera e di non averla ottenuta. Il capogruppo Patt ha ricordato poi una sua interrogazione di gennaio, rimasta senza risposta, sulla richiesta di deroga al Ministero della sanità per l’apertura di punti nascita Tione, Borgo e Arco. Un’interrogazione che è stata fatta, ha detto, perché l’unica richiesta di deroga inoltrata al ministero è stata quella che riporta le firme di Zeni e Rossi per il punto nascite di Cavalese. Quindi, ha aggiunto, l’attuale assessore non ha fatto ancora la richiesta e per questo è stata presentata la risoluzione firmata da De Godenz e Degasperi, per chiedere a Segnana di predisporre entro due mesi uno studio per la riaperture dei punti nascite di Arco, Borgo e Tione.


Cia: i cittadini sono obbligati a chiedere le visite in libera professione.


Claudio Cia (Agire) ha detto che in effetti da quanto è emerso dalla stampa la gente è legittimamente preoccupata, ma ha anche voluto ricordare che i tagli sulla sanità si annunciano ad ogni inizio legislatura. E’ accaduto nel 2013, con Ugo Rossi, che palava di tagli 27 milioni di euro. La spesa sanitaria, la fetta più importante della spesa pubblica, ha ricordato ancora, è sempre presa di mira quando ci sono tagli. Cia ha detto che vanno fatte razionalizzazioni, ma senza mettere in discussione il diritto all’accesso gratuito dei cittadini alle prestazioni sanitarie. La Giunta ha poi ereditato scelte difficili, la delibera 294 del 2008 ha reintrodotto le visite in libera professione e con il tempo il cittadino è quasi obbligato ricorrere alle prestazioni privatistiche per averle in tempi brevi. Un’anomalia alla quale va messa mano, ha aggiunto Cia. Il consigliere di Agire, infine, ha ricordato che gli ospedali privati suppliscono le incapacità del pubblico di rispondere alle richieste dei cittadini.


Paccher: dovrebbero chiedere scusa alla Valsugana.


In dichiarazione di voto, Roberto Paccher (Lega) ha detto che chi ha depotenziato la periferia e si accanito sulla maternità di Borgo nonostante la grande mobilitazione ora viene, paradossalmente, a fare una risoluzione per chiederne la riapertura del reparto maternità. Chi ha chiuso il punto nascite di Borgo, ha affermato Paccher, ha fatto una scelta scellerata e dovrebbero chiedere scusa alla Valsugana. Rossi, ha aggiunto il consigliere leghista, si è accorto solo ora che c’è la Valsugana e l’ospedale di Borgo.


Fugatti: stiamo portando avanti le promesse fatte ai cittadini.


Il Presidente Fugatti ha affermato che oggi l’Azienda sanitaria apre il bando per guardie mediche in Tesino e Valle di Ledro. E, ha affermato, la comunicazione si potrebbe fermare qui. Però, ha commentato il Presidente della Giunta, prendere lezioni da chi ha chiuso guardie mediche e punti nascita è strano. Ora, nonostante la volontà, non si sa se si riesce a riaprire guardie mediche perché i medici sono andati via, se non li ritroveremo è perché sono stati mandati via. In sintesi, con difficoltà si sta portando avanti quanto promesso. Se una comunità chiede questi servizi si cerca di soddisfare queste richieste. Nella lettera dell’assessora si dice che spendendo meglio si può risparmiare. Non si tratta quindi di tagli, ma è il tentativo di spendere meglio. Sul tema dei punti nascita, ha continuato, parla un Presidente della Pat che da sottosegretario ha riaperto il punto nascita di Cavalese. Ora sarà un’impresa difficile riaprire un punto nascita come quello di Arco, per il quale la scorsa Giunta non ha richiesto la deroga. Nel programma della maggioranza, ha detto ancora Fugatti, si dice che se il Governo nazionale cambiasse i parametri si potrebbe fare richiesta di deroga. Anche se il Presidente ha aggiunto che dal ministro della salute sono venute risposte positive. Segnana, ha detto inoltre, ha sempre parlato solo di Arco dove si sono incontrate le associazioni e c’è l’impegno di capire qual è oggi la situazione. Poi si valuteranno le soluzioni. Dopo di che Fugatti ha ricordato che c’è il dato di fatto della carenza di medici, trovare pediatri e anestesisti non è certo facile.

Il Presidente della Giunta, infine, dopo una sospensione e un confronto con i capigruppo, ha dichiarato il no della Giunta sulla risoluzione sui centri nascita di Arco, Tione e Borgo. Sulla seconda, quella di Zeni, ha espresso invece parere negativo sulla premessa, mentre sul dispositivo, confronto con sindacati e sulla lotta al cancro si è espresso favorevolmente.


Zeni: è stata messa la pietra tombale sui punti nascita.


Zeni è intervenuto di nuovo per dire che il Presidente ha dimostrato di essere consapevole che i punti nascita non si potranno aprire. Fugatti, ha detto, ci ha messo la pietra tombale perché ci sono norme di sicurezza che si devono rispettare. La mancanza di medici è un problema che riguarda tutti. Per le guardie mediche, ha affermato inoltre, si aprono i bandi solo oggi soprattutto perché i medici di medicina generale mancano. Anche per questo aggregare in territori più vasti le guardie mediche era ed è indispensabile. Nel merito della risoluzione l’ex assessore ha ricordato che il tema dei farmaci oncologici va tolto dalle dinamiche di riduzioni di spesa ed ha sottolineato il fatto che i farmaci bioassimilabili non hanno nulla a che fare con quelli generici.


De Godenz: il diritto alle prestazioni sanitarie nelle valli è sacrosanto.


Piero De Godenz (UpT) firmatario della risoluzione Degasperi, ha ricordato che a Cavalese si è riaperto il punto nascite in base alla richieste del territorio e della Giunta Rossi. Il dubbio vero è che il lavoro, fatto a livello governativo dall’allora sottosegretario Fugatti, per modificare i criteri nazionali si sia oggi fermato. Ci vuole il coraggio, ha affermato ancora, anche per i punti nascita di portare le mamme negli ospedali periferici e non solo a Trento. Perché, ha concluso, il diritto alle prestazioni sanitarie dei territori è un diritto sacrosanto.


Rossi: anche la Giunta si è accorta che mancano i pediatri.


Ugo Rossi ha espresso il sì alle due risoluzioni del gruppo Patt e ha specificato che non si chiede la riapertura dei punti nascita domattina, ma a che punto sta il percorso. Un atto di trasparenza, insomma. Oggi c’è un’altra ufficialità: in Trentino mancano pediatri. Speriamo che il dirigente dell’assessorato riesca a trovarli per onorare le promesse fatte in campagna elettorale.


Leonardi: difficile far ripartire la macchina sanitaria.


Giorgio Leonardi (Forza Italia), esprimendo solidarietà alla giunta, ha detto che è difficile far ripartire una macchina sanitaria alla quale è stato tolto il carburante.


Le dichiarazioni finali.

Infine, in apertura della seduta pomeridiana la votazione sulle due risoluzioni. Nelle dichiarazioni di voto sulla risoluzione di Zeni, Pietro De Godenz (UpT) e Claudio Cia (Agire per il Trentino) hanno motivato il loro “sì” condividendo la richiesta di escludere dai risparmi di spesa l’area oncologica. Cia ha osservato che occorre distinguere tra farmaci oncologici generici e di marca, molto più costosi. Sul tema è intervenuto anche il capogruppo del Patt Ugo Rossi, pronunciandosi anche lui a favore dell’impegno, chiedendo di potenziare la possibilità di curare i tumori con la chemioterapia, oggi disponibile solo all’ospedale S. Chiara di Trento, anche in altri centri del territorio. Se con l’assestamento di bilancio l’assessora deciderà in questo senso, anche il Patt sosterrà la scelta. D’accordo anche Luca Guglielmi (Fassa). Luca Zeni (Pd) ha precisato che il tema dei farmaci oncologici è complesso, perché vi è un forte ricorso ai “biosimilari” che non sono generici ma diversi. Il medico deve decidere se e quando prescrivere l’utilizzo di questi farmaci. Sarà in base al budget assegnato all’Apss che i responsabili decideranno sui farmaci oncologici seguendo il criterio dell’appropriatezza. Sostegno alla proposta di risoluzione anche da parte di Futura è stato assicurato da Lucia Coppola e per la Lega Salvini Trentino da Mara Dalzocchio. La capogruppo del Carroccio ha ribadito che la Giunta non intende in alcun modo ridurre l’impegno di spesa per i farmaci oncologici, anche se questo non toglie nulla allo sforzo di ridurre la spesa soprattutto nella fase della distribuzione. Dalzocchio ha poi smentito che l’assessore Segnana abbia mai dichiarato la volontà di aprire punti nascita ovunque.