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Quarta Commissione: posizioni favorevoli alla libera scelta del veterinario prevista dal 5 stelle
Le audizioni sui ddl di Zeni e di Degasperi per la sorveglianza epidemiologica nelle aziende agricole
C'è il testo unificato dei tre ddl sul recupero delle eccedenze alimentari. Decise le consultazioni
​​​​​​​​​Si sono svolte stamane a palazzo Trentini le audizioni decise dalla Quarta Commissione presieduta da Giuseppe Detomas, riguardanti i disegni di legge, illustrati il 29 marzo scorso, proposti dall'assessore alla salute Luca Zeni e da Filippo Degasperi (M5stelle), per costituire una rete dedicata alla sorveglianza epidemiologica veterinaria. Dai soggetti ascoltati (in allegato, tutti i documenti distribuiti con le loro osservazioni) sono emerse valutazioni favorevoli alla libera scelta del veterinario prevista dal testo di Degasperi, per cui l'assessore Zeni si è impegnato ad incontrare in consigliere, oggi assente, per cercare un accordo. L'organismo ha anche deciso di programmare le audizioni da dedicare al testo unificato dei disegni di legge proposti da Avanzo (Patt), Viola (PT) e Civico (Pd) per il recupero delle eccedenze alimentari e la lotta agli sprechi, testo (allegato) appena messo a punto da un gruppo di lavoro che ha coinvolto consiglieri e funzionari. 
 
L'Apss propone di rendere libera la scelta dei veterinari da parte delle aziende.
 
L'Azienda provinciale servizi sanitari, intervenuta con Franco Fasoli, coordinatore dell'Unità operativa del settore, ha evidenziato come il disegno di legge proposto dall'assessore preveda che ogni azienda agricola scelga un veterinario all'interno di un elenco definito dall'Apss e che questo professionista sia obbligato ad avere una valenza pubblica collaborando anche con l'autorità sanitaria per garantire la sicurezza degli alimenti e la salute degli animali. Fornendo all'Apss dati aggiornati sulla salute degli animali il veterinario convenzionato giustificherebbe l'indennità di 1.860 euro al mese percepita a fronte delle visite documentate alle aziende agricole. Ma mentre la legge proposta dall'assessore ha di positivo l'importante novità dell'obbligo per le aziende agricole di dotarsi di questo consulente per l'assistenza zooiatrica. per il cui il veterinario entrerebbe a far parte della rete di epidemiosorveglianza evitando che si possano verificare "buchi" nel sistema, il punto di debolezza del ddl della Giunta sta per Fasoli nell'elenco chiuso di veterinari aziendali, che ridurrebbe la libertà di scelta dei professionisti dotati dei requisiti da parte delle aziende. Proprio questa libertà di scelta lasciata agli allevatori è secondo Fasoli il pregio del ddl di Degasperi. che ha però il difetto di rendere facoltativa l'individuazione del veterinario da parte dell'azienda agricola, con il rischio di non garantire in tal modo la necessaria sorveglianza epidemiologica. Senonché gli allevatori non possono esimersi dall'avere questa consulenza veterinaria. Altra differenza tra i due ddl: mentre quello dell'assessore prevede che al veterinario aziendale si possano attribuire anche attività oggi svolte dall'Apss, nel testo di Degasperi si esclude questa evenienza.
Violetta Plotegher (Pd) ha chiesto perché secondo Fasoli il ddl dell'assessore non dovrebbe prevedere una graduatoria dei veterinari convenzionati che, anzi, secondo la consigliera, sarebbe forse opportuno trasformare in dipendenti dell'Apss per garantire l'appropriatezza dei controlli. Fasoli ha risposto che la legge provinciale esclude che i veterinari dell'Apss svolgano consulenze aziendali per la sorveglianza epidemiologica. Quanto alla graduatoria, la graduatoria potrebbe facilitare l'individuazione di professionisti di un certo livello. Tuttavia un elenco chiuso di veterinari potrebbe cristallizzare lo status quo e non rispondere all'esigenza di molte aziende agricole di scegliere liberamente anche professionisti diversi.
Mario Tonina (UpT) ha espresso condivisione per il ddl proposto dall'assessore e apprezzato gli aspetti positivi del testo di Degasperi. A suo avviso tuttavia il ddl dell'assessore andrebbe migliorato evitando l'elenco chiuso dei veterinari. Per Tonina va invece conservata la distinzione tra i veterinari liberi professionisti e i veterinari dipendenti dell'Apss, modello trentino, questo, di eccellenza perché tale ad garantire una costruttiva collaborazione tra i professionisti, gli allevatori e il servizio veterinario, collaborazione preziosa per l'intera comunità.
Rispondendo a una domanda di Marino Simoni (Progetto Trentino), Fasoli ha condiviso l'opportunità, prevista dal ddl di Degasperi, di permettere agli allevatori di chiedere l'assistenza aziendale a veterinari liberamente scelti.
Graziano Lozzer (Patt) ha apprezzato la volontà di introdurre l'obbligo del veterinario aziendale, perché questo consulente diventi partner delle aziende agricole, ma anche di permettere la libera scelta del professionista. Purché, ha aggiunto, l'Apss vigili e controlli sempre, senza affidare tutte le responsabilità al veterinario aziendale.  
 
L'Ordine dei medici veterinari più in sintonia con il ddl di Degasperi.
 
Per l'Ordine dei medici veterinari il presidente Alberto Aloisi e il consigliere rappresentante dei veterinari convenzionati nell'Ordine, Giovanni Bernardini, si sono sbilanciati a favore del ddl di Degasperi, perché lascia agli allevatori la libera scelta del veterinario. Fondamentale per l'Ordine è garantire la reperibilità dei veterinari. Se infatti vi è anche solo il sospetto di una malattia infettiva, il veterinario aziendale deve denunciare il rischio. "Abbiamo comunque già un modello che funziona – ha ricordato Aloisi – per cui oggi con questa legge occorre garantire due cose: la reperibilità del consulente aziendale e il conferimento di maggiori responsabilità al veterinario scelto perché possa esercitare un'efficace prevenzione delle possibili epidemie tra gli animali. La legge dovrebbe cioè codificare la reperibilità e affidare più compiti ai veterinari già presenti sul territorio. Bernardini ha aggiunto che la territorialità e la presenza costante dei veterinari convenzionati sono elementi fondamentali per le aziende del Trentino.
L'assessore Zeni ha ricordato che l'Ordine aveva originariamente condiviso il "numero chiuso" dei veterinari proposto dal proprio ddl, i cui obiettivi erano stati condivisi dai convenzionati. Il funzionario dell'assessore, Vittorio Dorigoni,, ha ricordato che l'assistenza zooiatrica non rientra nei Lea (livelli minimi di assistenza): quindi "se il veterinario convenzionato spegne il telefono, l'Apss non ha l'obbligo di intervenire".
 
L'Istituto zooprofilattico delle Venezie: importante prevedere la rete.
 
L'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, intervenuto con il direttore della sezione di Trento Giovanni Farina, veterinario, ha sottolineato l'importanza di creare una rete che garantisca l'epidemiosorveglianza prima che esplodano le malattie. In tal modo si favorisce un impatto positivo anche sull'economia della regione, come dimostrano le esperienze del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
Lozzer (Patt) ha evidenziato il ruolo prezioso di alleato delle aziende agricole svolto dall'Istituto zooprofilattico per prevenire le malattie degli animali.
 
Confederazione italiana agricoltori: necessari libera scelta e servizio h24.
 
Per la Confederazione italiana agricoltori (Cia), Massimo Tomasi ha apprezzato la proposta della rete di sorveglianza epidemiologica perché gli allevatori possano disporre di una figura competente da cui essere assistiti nella loro attività. La Cia si è espressa a favore della libertà di scelta del veterinario, "perché tra l'allevatore e il professionista si instauri un rapporto di fiducia". Inoltre per la Cia il servizio deve coprire l'intero arco della giornata e va offerto a tutti gli allevatori, compresi i più piccoli, alle stesse condizioni. Giusto anche prevedere che l'Apss deleghi ai consulenti alcune attività.
Lozzer (Patt) ha evidenziato l'importanza del servizio della banca dati e dell'anagrafe degli animali fornito dalla Confederazione. A suo avviso il ddl dell'assessore, riconoscendo un'indennità ai veterinari aziendali inseriti nella rete, ridurrà le spese degli allevatori e andrà incontro anche alle esigenze dei più piccoli.
Tonina (Upt) ha osservato che la nuova legge migliorerà il raccordo e la una collaborazione tra il veterinario aziendale e il servizio veterinario pubblico dell'Apss. E di ciò beneficeranno i consumatori in termini di sicurezza alimentare.
 
L'assessore aperto ad un accordo con Degasperi. A luglio l'esame finale in aula.
 
Il presidente della Commissione Detomas ha invitato l'assessore Zeni a tener conto dei possibili punti di convergenza emersi tra i due ddl. Zeni ha ricordato di aver già proposto al consigliere Degasperi un confronto e ha rinnovato la disponibilità a ricercare un accordo alla luce degli elementi emersi dalle audizioni. Detomas ha suggerito di lasciare ai proponenti il tempo di incontrarsi per valutare la possibilità di un'intesa e concludere successivamente l'esame, in modo da rispettare l'appuntamento con la discussione finale, prevista nell'aula del Consiglio a luglio.
Simoni (PT) ha invitato l'assessore a considerare il problema delle aree di confine, perché vi sono aziende che utilizzano veterinari altoatesini o della provincia di Belluno.
Secondo Plotegher (Pd) per garantire l'assistenza epidemiologica andrebbe chiarito meglio, nel disegno di legge della Giunta, il rapporto tra il veterinario pubblico dell'Apss e il veterinario aziendale. Il funzionario Dorigoni le ha risposto elencando i compiti ben distinti affidati del veterinario aziendale, anche se da svolgere in collaborazione con il servizio dell'Apss. Apss che potrà incaricare di alcune attività il professionista convenzionato quando il veterinario pubblico non è in grado di intervenire tempestivamente e non conosca l'allevamento. L'assessore Zeni si è impegnato a tener conto delle osservazioni emerse ricordando che i veterinari convenzionati avevano apprezzato il confronto da cui era scaturito il ddl da lui proposto, confronto grazie al quale avevano potuto concorrere alla stesura del testo.
 
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Recupero eccedenze alimentari e lotta agli sprechi: c'è il testo unificato dei tre ddl.
 
Rinviato l'esame finale del disegno di legge proposto da Degasperi (M5s, assente giustificato), per l'istituzione del registro della bigenitorialità, la Quarta Commissione ha individuato i soggetti da consultare in merito al testo unificato dei tre disegni di legge proposti, nell'ordine, da Chiara Avanzo (Patt), Walter Viola (Progetto Trentini) e Mattia Civico (Pd) per il recupero delle eccedenze alimentari e la lotta agli sprechi. Sul testo unificato, frutto di un gruppo di lavoro attivato qualche mese fa all'interno dell'organismo consiliare, Avanzo si è dichiarata soddisfatta per il recepimento della propria proposta. Anche Viola e Civico hanno apprezzato la positiva collaborazione che ha permesso di definire un provvedimento pienamente condiviso. 
 
Antonio Girardi
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