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Affidato alla Terza Commissione il disegno di legge 183 proposto da Nerio Giovanazzi
Non limitare più la caccia al cinghiale, troppo dannoso per l'ambiente e le colture nella nostra provincia
Il testo (allegato) sottoscritto anche da Fasanelli del gruppo misto e Tonina dell'UpT.
​​​​​​​Il comitato faunistico provinciale non dovrà più limitare la caccia al cinghiale nel Trentino. Questo l’obiettivo del disegno di legge 183 proposto da Nerio Giovanazzi di Amministrare il Trentino e non a caso sottoscritto da altri due consiglieri aderenti a forze politiche diverse: Massimo Fasanelli del gruppo misto e Mario Tonina dell’UpT. Nella relazione introduttiva al provvedimento, il cui esame è stato assegnato alla Terza Commissione, Giovanazzi considera un “fenomeno inarrestabile” la proliferazione dei cinghiali nella nostra provincia come nel resto del paese, “dove sono stimati 600-800mila animali”. “Del resto – prosegue il consigliere – le caratteristiche riproduttive della specie (precocità, fertilità, periodo riproduttivo prolungato) non sono paragonabili a nessun altro ungulato. 
Giovanazzi mette l’accento sui gravi danni arrecati dai cinghiali in alcune aree ecologicamente "delicate" del territorio provinciale come la Val di Ledro, ma anche alle colture – mais, vigneti, seminativi, prati falciabili, pascoli delle malghe –, danni che affliggono gli agricoltori e gli allevatori trentini. Altre zone deturpate dalla presenza del cinghiale senza che siano previsti indennizzi per gli operatori, sono la Vallagarina, la Valsugana, il Bleggio, le Giudicarie e ora anche nella bassa Valle del Sarca. Il rischio peggiore, secondo il consigliere, è che di questo passo si arrivi all’abbandono del territorio e delle colture marginali e meno redditizie, ma che sono comunque importanti per la nostra provincia. 
Va detto inoltre che nel solo 2014 ben 9 dei 10 milioni di euro di danni causati da ungulati in Italia sono imputabili ai cinghiali. Tenuto conto che il numero dei cinghiali dal 2000 ad oggi è decuplicato, è chiaro che i controlli previsti dalla legge provinciale 24 del 1991 sono ormai del tutto insufficienti. Dal momento che quella normativa affida al comitato faunistico la decisione di limitare le specie cacciabili (e il cinghiale lo è dal 1° ottobre al 31 dicembre), il disegno di legge Giovanazzi-Fasanelli-Tonina stabilisce di escludere da questa limitazione la specie-cinghiale, pur senza rinunciare all’azione di controllo esercitata fin’ora.​
 
Antonio Girardi
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