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09/09/2014 - In aula o in commissione

Affidamento dei minori: iniziate le consultazioni

In quarta Commissione

Affidamento dei minori: iniziate le consultazioni

testi allegati. Per combattere la ludopatia, ipotesi di testo unificato Viola-Plotegher

Affidamento dei minori: iniziate le consultazioni
Disegno di legge sull'affidamento dei minori: dalle audizioni un no alla proposta Bezzi. Sentiti la difensore civico, il tavolo per l'affidamento familiare, l'Azienda sanitaria, l'Ordine degli assistenti sociali e il Consiglio delle autonomie locali. L'11 settembre proseguiranno le audizioni che si concluderanno il 23 con l'ascolto del parere del Tribunale dei minori. Lo stesso giorno seguirà l'esame del testo. "Aperto" il ddl Plotegher sulla ludopatia: si lavorerà ad un testo unico con Viola. Le audizioni il 2 ottobre prossimo.

Le consultazioni sul disegno di legge del consigliere di Forza Italia Giacomo Bezzi in materia di affidamento di minori, hanno aperto i lavori della Quarta Commissione di oggi, presieduta da Giuseppe Detomas.

La proposta Bezzi in materia di affidamento di minori, contiene una modifica alle norme sulle politiche sociali risalenti al 2007. Nello specifico è prevista l'introduzione di un progetto obbligatorio per il recupero e il rafforzamento della famiglia, l'affidamento intrafamiliare come categoria giuridica autonoma e come criterio di priorità rispetto a quello eterofamiliare, l'abolizione delle strutture semiresidenziali e residenziali vigenti a favore delle case famiglia.A seguire è stato illustrato il disegno di legge di Violetta Plotegher in materia di ludopatia: avviato un gruppo di lavoro per costruire una proposta unica con Walter Viola, già firmatario di una proposta di simili contenuti.

La difensore civico: norme non efficaci nella soluzione dei problemi che sollevano

"Queste modifiche, pur apprezzabili nell'intento, non sono efficaci nella soluzione delle problematicità che hanno sollevato" ha esordito l'avvocato Daniela Longo, difensore civico e garante dei minori della Provincia autonoma di Trento. Nello specifico, sull'obbligatorietà normativa del progetto Longo si è detta molto scettica. Non servirebbe a suo avviso l'imposizione obbligata e non sarebbe risolutiva delle difficoltà e ostilità esistenti: "la via amministrativa e burocratica non funziona". "Sono d'accordo, invece", ha aggiunto, "che l'affidamento intrafamiliare sia preferibile a quello eterofamiliare, ma la norma nemmeno qui servirebbe". Introdurre una priorità non è criterio vincolante, e permane comunque la discrezionalità. Statisticamente, in Trentino, su 100 affidamenti 27 sono eterofamiliari e le rimanenti sono intrafamiliari, ma introdurre un criterio legislativo o amministrativo non risolve nulla. Sulla casa famiglia Longo ha detto: è uno strumento bellissimo, ma forse non sempre è la soluzione giusta. In sintesi: nel momento in cui tolgo e non sopperisco potrebbero emergere dei problemi e privilegiare un solo tipo di intervento non aiuta.

Tavolo per l'Affidamento Familiare: risposte mirate sono garantite solo dalla molteplicità delle risorse

Anna Berloffa (coordinatrice) e Manuela Tonolli (componente) hanno espresso il parere del Tavolo istituzionale per l'affidamento familiare, uno strumento istituito appositamente con l'obiettivo di monitorare l'affidamento familiare e sviluppare progetti di sostegno alla genitorialità.Il tema posto dal disegno di legge è molto delicato, hanno premesso. In questo contesto gli interventi necessari sono la prevenzione, l'individuazione precoce di situazioni a rischio e l'attivazione di progetti specifici nei confronti dei minori e delle loro famiglie. Sia sul progetto di recupero, che sull'affidamento intrafamiliare la posizione espressa dal Tavolo è stata simile a quella del difensore civico: il progetto, richiamato in maniera evidente nel disegno di legge è uno strumento sicuramente fondamentale, l'affidamento intrafamiliare è una previsione preferibile, ma entrambi non possono essere imposti obbligatoriamente. Simili le osservazioni anche sulle case famiglia: non si può generalizzare, l'intervento più adeguato guarda alla soggettività di ogni singola situazione e prevede soluzioni diverse a seconda dei casi. In sintesi, è necessario mantenere una molteplicità di risorse e strumenti, al fine di offrire risposte il più possibile individualizzate e rispondenti alle esigenze dei singoli casi.

Azienda sanitaria: ridurre la molteplicità di risorse è riduttivo

Antonella Lama, psicologa, intervenuta a rappresentare l'Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha posto l'attenzione sul recupero della funzione genitoriale "non come qualcosa che ci viene data, ma come qualcosa che cresce nelle persone come funzione evoluta e che si nutre di aspetti psicologici e affettivi che ci fanno desiderare di farci carico dell'altro". I servizi che si occupano delle famiglie e dei bambini devono a suo avviso tendere al miglioramento di questa funzione che tuttavia non sempre è sufficientemente recuperabile ovvero non sempre lo è nei tempi di sviluppo del bambino. In questi casi servono interventi che affiancano oppure si sostituiscono alla famiglia. "Non vedo motivo di modificare il già ampio panorama che la nostra realtà mette a disposizione di genitori e di adulti" ha osservato al pari di quanti l'hanno preceduta. "Ogni minore", ha spiegato, "ha proprie necessità in base all'età, ma anche in base alle caratteristiche personologiche e di temperamento": "la molteplicità di risorse è necessaria", dunque "e non può essere ridotta o limitata come previsto dal disegno di legge".

Ordine assistenti sociali: valutazioni critiche

La voce degli assistenti sociali l'ha portata Monica Collini, Presidente dell'omonimo Ordine (accompagnata da quattro consigliere). Le osservazioni apportate al disegno di legge oggetto della discussione sono state simili a quelle delle precedenti audizioni sia sull'obbligatorietà del progetto che sull'affidamento intrafamiliare. Il progetto-percorso presuppone diversi attori e diverse componenti che ne rendono difficile, benché auspicabile, l'imposizione: "creare strade obbligatorie e standardizzate non terrebbe conto della natura stessa del progetto d'aiuto, che nasce dall'interazione con le persone, dalle loro risorse, dai loro limiti, dalle loro potenzialità, dalla loro capacità e disponibilità al cambiamento". Sull'imposizione dell'affidamento intrafamiliare "è solo la valutazione professionale sulla singola situazione nella sua complessità e specificità a far emergere i bisogni del minore e quali siano le risposte maggiormente adeguate ai suoi personali bisogni". Sulle comunità di tipo familiare, l'Ordine degli assistenti sociali ha evidenziato poca chiarezza nel disegno di legge rispetto a ciò che il proponente intende (case-famiglia o gruppi appartamento?) e dunque il giudizio su questo terzo aspetto è sospeso. In sintesi il giudizio è stato comunque critico e di non condivisione delle previsioni del disegno di legge in questione.

Consorzio dei comuni: l'obbligatorietà in quest'ambito non funziona

Parere negativo anche dal Consorzio dei Comuni: "queste modifiche normative non ci trovano d'accordo", ha esordito Paride Gianmoena: "l'introduzione nella legge di elementi restrittivi non può risolversi in esiti positivi o efficaci delle problematiche che il testo si pone di risolvere", ha commentato giungendo alle stesse conclusioni di chi lo ha preceduto nelle audizioni.

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Ludopatia, "aperto" il disegno di legge Plotegher. Viola disponibile a dialogare per arrivare ad un testo condiviso

La Commissione ha poi "aperto" il disegno di legge della consigliera Violetta Plotegher in materia di ludopatia: una forte preoccupazione rispetto alle ricadute provocate dal gioco d'azzardo patologico (gap) ha originato la stesura della proposta della consigliera del PD, mirata al contrasto di una dimensione culturale sempre più diffusa e preoccupante. Le norme contengono: a) misure per la prevenzione della patologia; b) maggiori strumenti per la cura e la riabilitazione da quella che a ragione è definita una vera e propria malattia; c) la diffusione di una cultura alternativa alla stessa pratica del gioco d'azzardo, ancorché legale.

Il disegno di legge del collega Viola (Progetto Trentino) con il quale Plotegher si augura si possa effettuare un cammino congiunto, aveva già sollevato l'argomento: "questo vuole essere un contributo in più", ha precisato la consigliera. La crisi economica ha indubbiamente peggiorato la situazione, ha osservato, ma accanto a questa è purtroppo dilagata la pubblicità non sempre occulta di questa pratica "che anziché a vincere, conduce le persone irrimediabilmente a perdere in termini non solo economici". Serve a suo avviso una vera e propria "alleanza", una sensibilizzazione alla "responsabilità sociale" degli stessi operatori economici, mirata al contrasto di questa grave patologia, in un intento di coinvolgimento non proibizionistico. Il disegno di legge introduce un piano provinciale per il contrasto e la prevenzione, funzionale ad una strategia mirata agli scopi preventivi e riabilitativi con destinazione dell'1,5% delle risorse recuperate.

Walter Viola si è detto disponibile a dialogare per pervenire ad un testo unificato dove possano convergere le previsioni di entrambe le proposte. Se ne occuperà un gruppo di lavoro ristretto (Viola, Plotegher e Civettini) e la proposta unitaria sarà quindi sottoposta ad audizioni.

Allegati
consultazioni ddl affidamento minori primo documento
consultazioni ddl affidamento minori secondo documento
consultazioni ddl affidamento minori terzo documento
consultazioni ddl affidamento minori quarto documento
consultazioni ddl affidamento minori quinto documento