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24/05/2023 - In aula o in commissione

Carriere dei docenti, sì di Fondazione Agnelli e Associazione docenti e dirigenti scolastici italiani

Quinta commissione

Carriere dei docenti, sì di Fondazione Agnelli e Associazione docenti e dirigenti scolastici italiani

In allegato le relazioni della mattinata

Carriere dei docenti, sì di Fondazione Agnelli e Associazione docenti e dirigenti scolastici italiani

Le consultazioni e l’esame del disegno di legge 176 di iniziativa giuntale su organizzazione scolastica e carriere dei docenti, la consultazione con Fidae Trentino e la presentazione da parte del referente per Umse della proposta di deliberazione della Giunta di approvazione del regolamento d’esecuzione dell’articolo 18 della legge provinciale 2 del 2015 sull’Europa per l’attuazione dei programmi FSE+ e FESR 2021-2027. Sono i temi all’ordine del giorno dei lavori di questa mattina dalla Quinta commissione permanente, presieduta da Mara Dalzocchio (Lega). L’appuntamento è a fine mese (il 30 e il 31 maggio) con ulteriori audizioni e l’esame del ddl 176 e con l’espressione del parere sul regolamento per l’attuazione dei programmi europei.

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​I programmi FESR ed FSE+

I lavori questa mattina sono iniziati con la proposta di deliberazione della Giunta di approvazione del regolamento d’esecuzione dell’articolo 18 della lp 2/2015 per l’attuazione di FSE+ e FESR 2021-2027 da rendere entro il 9 giugno prossimo. Un tema sul quale per la seduta della Commissione del 31 maggio sono già previste delle audizioni: invitati sono i rappresentanti di Cal, Camera di commercio, Agenzia del lavoro, Trentino Sviluppo, sindacati confederali, Coordinamento provinciale imprenditori.

Francesco Pancheri (Umse Europa), intervenuto assieme alla dottoressa Gaia Sacchi, ha presentato il regolamento e spiegato che la programmazione Europea è partita in ritardo per cambiamenti nell’organizzazione a livello europeo e di conseguenza nell’assegnazione dei fondi: perciò si sta discutendo ora di programmi per il 2022-2027. Poi la divisione delle risorse a livello nazionale; c’è stato un notevole aumento di disponibilità, ha detto, dai 210 milioni di euro previsti per il settennio 2014-2020 ai 344 milioni attuali (181 circa sul FESR e circa 160 sull’FSE+). Pancheri ha poi illustrato la sintesi del programma con la previsione della destinazione delle risorse (in allegato).

Lucia Maestri (Pd) ha detto che la materia è complessa e per fortuna ci sono questi fondi, ma il Consiglio conta poco: non c’è mai un passaggio di rendicontazione al Consiglio su come sono stati usati questi fondi. È possibile prevedere un’informativa una volta all’anno almeno alla commissione competente sulla gestione dei fondi? Sarebbe importante rendere edotto il Consiglio sulle scelte fatte.

Pancheri si è riservato di confrontarsi con l’assessore, ma ha comunque espresso la sua disponibilità anche a illustrare i risultati effettivi annuali e le previsioni per il futuro immediato. Sul sito sono pubblicate le opportunità per i prossimi mesi, ha informato.

Maestri ha parlato di una diffusa percezione dell’Europa come lontana, ma l’Europa è anche qui, ha rimarcato.

Lucia Coppola (Europa Verde) ha fatto riferimento al lasso temporale 2021-2027 della programmazione e chiesto quanto è già stato investito in situazioni climatiche e ambientali e quanto rimane ancora da spendere.

Pancheri ha spiegato che è stato fatto un grosso bando sul fotovoltaico che ha visto impegnati 18 milioni di euro e si intende arrivare a 24 perché le domande sono ancora aperte. Si sta facendo qualcosa per i bacini montani. Il regolamento prevedeva che le amministrazioni impegnassero almeno un 30%, la Provincia ha scelto di arrivare al 39%. Le altre regioni che hanno speso di meno avranno usato i fondi su altri ambiti, ad esempio la digitalizzazione. Ambito quest’ultimo che in Trentino ha una buona spesa.


​ Il ddl 176 sulle carriere dei docenti

Alle audizioni odierne sul ddl 176 dell’assessore Bisesti sulle carriere degli insegnanti si arrivava dopo tre appuntamenti sul testo in commissione (del 27 aprile, 8 maggio e 16 maggio). Oggi è stata la volta delle consultazioni di Fondazione Agnelli e Associazione docenti e dirigenti scolastici italiani (Adi).

Fondazione Agnelli: la valutazione sia affidata a una commissione esterna

Nell’ambito delle audizioni odierne, a cui ha assistito da remoto anche l’assessore Mirko Bisesti, ha preso la parola il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto. Che ha presentato le due concezioni esistenti sulle carriere dei docenti: la prima è legata agli scatti di anzianità, l’altra invece vede abbinati ai livelli selettivi ruoli di maggiore responsabilità, crea insomma nella scuola una struttura gerarchica. Una scelta maggiormente condivisa dalla Fondazione, quest’ultima: più ruoli organizzativi servono alle scuole, ha affermato Gavosto. Nelle scuole esistono tre categorie, le strutture di coordinamento generale, le figure di sostegno alla didattica e responsabili dell’offerta formativa. Alle scuole servono figure intermedie tra dirigenti e docenti, un vuoto nella natura organizzativa delle scuole italiane a cui si sopperisce con un incarico in molti casi a rotazione.

In secondo luogo, ha aggiunto, il ddl apre la strada ai migliori laureati che hanno voglia di impegnarsi di più e raccogliere una sfida di un percorso di carriera. Oggi, infatti, ci sono seri problemi di reclutamento dei docenti soprattutto per le materie scientifiche, ha ricordato Gavosto. Il ddl 176 risponde insomma agli obiettivi, ha affermato riassumendo brevemente le competenze dei nuovi ruoli di docenti esperti, docenti ricercatori e docenti delegati all’organizzazione. Un meccanismo a suo dire lineare, ben delineato.

Poi il riferimento alle indennità aggiuntive: per i docenti esperti 3.900 euro all’anno (10% della retribuzione media); il 25% della retribuzione media della provincia per il docente ricercatore. Per i delegati all’organizzazione la retribuzione sarà analoga.

La promozione può avvenire secondo due strade, ha spiegato quindi Gavosto: decidendo di promuovere un tot di docenti oppure, ed è la strada che ha raccomandato, si può creare una commissione esterna che valuti le candidature considerando gli aspetti della presenza di competenze didattiche avanzate, di giudizio di colleghi e dirigenti e di competenze personali (ad esempio il problem solving). In questo modo si promuoverebbe ogni anno chi merita di essere promosso senza imporre quote fisse.

Lucia Maestri è tornata sul suggerimento di una valutazione extra-concorsuale ed ha chiesto chiarimenti sui pilastri della valutazione proposta.

Gavosto ha riassunto i tre criteri di giudizio: la storia passata del candidato, le competenze didattiche avanzate (valutate ad esempio chiedendo di fare lezioni alternative alle frontali) e capacità organizzativa (valutata proponendo scenari ipotetici).

Adi: il ddl è un primo passo nella giusta direzione

Anche Maria Teresa Siniscalco, presidente dell’Adi ha parlato positivamente del ddl 176. Il testo, ha detto, risponde a un bisogno organizzativo nelle scuole e di valorizzazione del personale docente: il perno è la professione insegnante che attraversa una crisi. Molti sistemi educativi si stanno interrogando su come dare attrattività al lavoro del docente come scelta di carriera perché avere insegnanti motivati è un prerequisito di un sistema che funziona. Si è visto, ha spiegato facendo riferimento al rapporto Ocse-Pisa, che quanto più gli insegnanti sono entusiasti, tanto più propizio all’apprendimento diviene il clima in classe. E la media dell’entusiasmo degli insegnanti italiani, ha spiegato Siniscalco, è inferiore invece alla media dei Paesi d’Europa. I dati dicono poi che non esiste una relazione automatica tra i livelli di stipendio e l’attrattività della posizione. Un’adeguata retribuzione, insomma, non basta: molto rilevante tra gli altri fattori da considerare è quello del prestigio sociale. L’indagine Osce-Talis ha evidenziato inoltre l’importanza dello status sociale, ha ricordato Siniscalco. Ha evidenziato quindi i punti di forza, a suo parere, del ddl di Bisesti: fa perno su una visione di sistema, formalizza i nuovi ruoli e con che meccanismi vi si accede prevedendo inoltre una struttura multilivello, introduce un elemento di valutazione. Ancora: si presta attenzione alla selezione, si accompagnano le figure nel momento in cui assumono i nuovi ruoli e si monitora la nuova organizzazione. Punti di debolezza sono il fatto che i compensi di docenti esperti e ricercatori siano una voce separata, gli insegnanti non hanno un proprio percorso professionale, i percorsi sono tutti interni all’istituzione scolastica. La valorizzazione delle carriere dei docenti secondo Adi non introduce un vero e proprio percorso di carriera professionale, ma è un primo passo nella giusta direzione, ha detto Siniscalco.

Gianluca Cavada (Lega) ha ringraziato entrambi i relatori ed espresso soddisfazione in relazione al ddl.


Fidae - Le scuole paritarie cattoliche

Infine è stata la volta di Fidae Trentino, protagonista di una richiesta di audizione sulle scuole paritarie cattoliche del sistema educativo provinciale. Sono intervenuti ai lavori della Quinta commissione Don Nicola Toffanello, Corrina Brentegani (responsabile amministrativa della scuola paritaria La vela), Bruno Daves, Alessandro Laghi (direttore della scuola La vela), Bruna Perghem (responsabile amministrativa istituto salesiano Maria Ausiliatrice), Marcello Sottopietra (dirigente scolastico della scuola primaria Sacra Famiglia), Don Giovanni Rebellato (direttore istituto salesiano Santa Croce) e Franca Penasa.

Don Nicola Toffanello, direttore dell’istituto salesiano Maria Ausiliatrice e presidente Fidae, ha presentato due documenti (allegati), illustrati da Franca Penasa (responsabile amministrativa istituto Sacro Cuore). Quest’ultima ha esordito con un ringraziamento: dal 2008 era intervenuto un taglio pesante, del 25%, che aveva quasi compromesso per le scuole paritarie la possibilità di essere una componente del progetto di istruzione della Provincia. Il bilancio di quest’anno invece ha riportato la situazione a quella del 2008. Il comparto dà lavoro a 700 persone e si rivolge alle famiglie con servizi dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole superiori, con convitti e servizi aggiuntivi, ha spiegato Penasa. Gli enti sono connotati come no profit, ha aggiunto, che devono quindi garantire dei pareggi di bilancio. Il lavoro fatto finora dall’amministrazione provinciale, ha spiegato la responsabile, ha permesso di sostenere gli aumenti contrattuali (per lo più Agidae) e la gestione anche in un contesto pandemico. Nella prospettiva di nuovi bilanci ci sarebbe il bisogno di aprire un tavolo sull’aumento dei costi.

Poi la modalità di richiesta dei contributi: l’acconto del 40% viene attribuito 4 mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico, una quota del 20% viene versata a maggio, una del 20% a giugno e il saldo del 10% verso la metà di novembre dell’anno successivo alla domanda. La scuola deve anticipare i fondi per sostenere tutti i costi dell’anno scolastico: un fatto che Penasa ha detto che sta diventando problematico. La richiesta è di mettere mano al decreto del presidente della Provincia del 2008 (il 42-149/Leg) che disciplina l’argomento. Un altro tema sollevato è quello del sostegno a studenti che lo necessitino: anche in questo caso il contributo della Provincia viene erogato a fine anno scolastico e i costi vanno sostenuti anticipatamente dagli istituti.

Bruno Daves (rettore del Collegio Arcivescovile) ha parlato del nodo docenti, per la primaria una situazione di drammaticità: il doppio dei docenti va in pensione, la metà viene messa in ruolo. Per garantire il servizio (nonostante il calo demografico) i numeri non sono sufficienti. Negli ambiti scientifici, ambiti strategici, non c’è più possibilità di selezione, di dare continuità didattico educativa ai processi perché quando finalmente i docenti ottengono l’abilitazione vengono immediatamente chiamati dalla Provincia per la messa in ruolo. Una situazione problematica, ha detto Daves, perché il reclutamento e i colloqui, che si continuano comunque a fare, risultano compromessi. Cosa si può fare? Si potrebbe stabilire una maggiore sinergia con il contesto universitario da concretizzarsi anche con tirocini, ha spiegato Daves. Si potrebbe inoltre stabilire una sinergia con il contesto provinciale, ha aggiunto.

Lucia Maestri è tornata sui problemi sollevati, che ha descritto come problemi di carattere strutturale nel rapporto tra scuole paritarie e scuole pubbliche. Il tema delle tempistiche dei contributi è di competenza Giuntale, si chiede infatti di mettere mano a un decreto del presidente della Provincia. Il fattore retribuzione, ha aggiunto Maestri, è un fattore penalizzante per la scuola paritaria nel reclutamento dei docenti ed ha a che fare con una valutazione complessiva del valore delle scuole paritarie che risale alla legge Berlinguer. Le questioni serie poste hanno un aspetto Giuntale più che di Consiglio, anche se per la commissione è stato importante essere stati aggiornati.

Anche Mara Dalzocchio (Lega) ha sottolineato l’importanza della relazione di Fidae.

Roberto Ceccato ha parlato della possibilità di rendere meno eclatante la differenza di stipendi dei docenti della scuola paritaria e dei docenti di quella pubblica. La fase è di incremento dei tassi di interesse, ha detto poi, il decreto è dell’ottobre 2008: si ragionerà cosa si può fare tenendo conto i limiti sull’allocazione delle spese per la Provincia. Sui bisogni speciali la situazione è più semplice: si potrebbe riconoscere una quota del contributo nell’acconto e non solo a consuntivo. Sul reclutamento Ceccato ha ricordato il nodo dell’abilitazione, su cui non c’è competenza e su cui l’intervento è difficile. L’interlocuzione in questo senso è in corso da decenni, ha rilevato. Ci sono classi di concorso, tra cui quella delle insegnanti di scuola primaria, che non coprono tutto il fabbisogno, per cui anche la scuola pubblica ha scarsa disponibilità.


Appuntamento al 30 e al 31 maggio

I lavori della Quinta commissione proseguiranno il 30 maggio con dell’audizione del Centro studi Erickson sul ddl 176 sulle carriere dei docenti, richiesta dalle consigliere Paola Demagri (Casa Autonomia, eu), Lucia Coppola (Europa Verde) e Lucia Maestri (Pd). Seguirà l’esame del ddl. Il giorno successivo, il 31 maggio, sarà invece la volta delle audizioni sulla proposta di deliberazione della Giunta di approvazione del regolamento per l’attuazione di FSE+ e FESR e della consultazione dei referenti della petizione popolare 24 (qui l’articolo).​

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