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Giornale online

 

 
Consiglio provinciale in aula, conclusa la prima giornata. Domattina il voto sul ddl di Fugatti
Approvato il disegno di legge di Civico sull’assistenza psicologica
Mattia Civico (Pd). In allegato l'ordine del giorno con accesso ai testi in discussione
​​La prima giornata della tornata consigliare di fine aprile si è chiusa poco fa. Nel pomeriggio è stato approvato il ddl sull'assistenza psicologica di Mattia Civico del Pd. Conclusa la discussione del ddl di Maurizio Fugatti per introdurre i 10 anni di residenza come criterio di preferenza per l'Icef per le misure di assistenza socio – assistenziali. I lavori del Consiglio riprendono domattina con la votazione del ddl Fugatti.
 
In Quinta commissione Tonina al posto di Manuela Bottamedi.
 
La seduta del Consiglio è ripresa nel pomeriggio con la sostituzione di Manuela Bottamedi da componente della Quinta commissione con Mario Tonina (UpT). Giacomo Bezzi (Forza Italia) ha espresso stima nei confronti della consigliera, perché, in un tempo in cui le poltrone sono al centro di tutto, ha detto, si è dimessa dalla commissione. Manuela Bottamedi ha detto di essersi dimessa non per disinteresse nei confronti dei temi di competenza della Quinta, ma per un senso di correttezza dei rapporti tra minoranza e maggioranza. "Sono entrata in Quinta commissione al posto di Baratter che ha rinunciato e oggi, essendo passata in minoranza, ritengo giusto dimettermi". Mario Tonina (Upt), proposto dal capogruppo Patt, Lorenzo Ossana, è stato votato come componente della Quinta commissione con 23 sì e 6 astenuti.
 
Il regolamento del Consiglio modificato per dare più spazio all'Europa.
 
Approvate anche le modifiche dei regolamento del Consiglio, elaborato da un gruppo di lavoro, per rendere efficace l'attività del Consiglio dentro le norme generali dell'Unione Europea. Un lavoro, ha ricordato Giuseppe Detomas (Ual), più che altro tecnico che non tocca i diritti delle minoranze. Walter Viola (PT), che ha fatto parte del gruppo di lavoro, ha ricordato che comunque ci sono molte altre parti del regolamento che andrebbero modificate. Bezzi ha annunciato il voto di astensione. Mentre, Borga ha detto che ci sarà pur stato un grande lavoro, ma nessuno ha chiesto i voti della minoranza. Le modifiche sono state votate con 24 sì e 6 astenuti.
 
Cda dell'Interbrennero spa, per le minoranze c'è Ruggero Andreatta.
 
Nel Cda di Interbrennero spa è stato designato per le minoranze Ruggero Andreatta con 20 voti a favore, 9 bianche e due nulle su 31.
Achille Spinelli è stato nominato, sempre per le minoranze, componente del collegio sindacale di Itea spa con 7 bianche, due nulle e 22 sì.
 
Sì, al ddl di Civico sull'assistenza psicologica.
 
Si è passati poi al ddl 31 di Mattia Civico del Pd sull'assistenza e la consulenza psicologica che modifica la legge sulla scuola e quella dell'83 sul lavoro e che è stato approvato con 20 voti a favore e 9 astenuti. Civico ha ricordato che il ddl è stato discusso e votato unanimemente dalla Quarta commissione già nella scorsa legislatura e ha come obiettivo di fondo il rafforzamento degli interventi a favore del benessere psicologico. Tema centrale per la salute in generale. Il ruolo del pubblico, nel campo dell'assistenza psicologica, c'è e c'è da esserne orgogliosi, ha affermato, ma, ha aggiunto, accanto a questo serve una nuova alleanza, un patto di sistema tra pubblico e professionisti privati. Può il privato svolgere funzione pubblica? si è chiesto Civico. La risposta è sì, seppur sotto la regia pubblica, professionisti, studi associati, realtà del terzo settore possono stringere un'alleanza con il pubblico per rafforzare il servizio che si può dare ai cittadini che si trovano in difficoltà. Civico ha ringraziato i professionisti che assolvono alla responsabilità di assicurare benessere psicologico; chi ha condiviso il ddl e i consiglieri per il lavoro che si è svolto in commissione. Il consigliere del Pd, infine, ha dedicato al dottor Francesco Reitano, scomparso un anno fa, questa nuova legge.
L'assessore Zeni ha detto che spesso ci si concentra sulle malattie acute, ma per il futuro si dovrà puntare sempre più l'attenzione sul benessere a 360°. Il disagio mentale è in crescita: ogni anno nei centri di salute mentale trentini vengono erogati più di 7000 interventi; c'è il tema crescente della depressione e in generale preoccupa la questione del disturbo mentale. Sullo sfondo c'è l'obiettivo dell'umanizzazione dell'assistenza sanitaria nel quale il benessere psichico è fondamentale. Il ddl di Civico, pur in un sistema di assistenza psicologica dell'Azienda sanitaria molto valida, punta a coinvolgere i professionisti che lavorano sul territorio e che anch'essi prestano un servizio pubblico.
Claudio Cia (Civica Trentina) ha affermato che il disagio mentale spesso si basa su disagi sociali, economici, familiari. Tra tutti la disoccupazione, che rende sempre più sole e insicure le persone. Anche in Trentino il 34% dei suicidi (sono stati 191 negli ultimi 4 anni e negli ultimi 3 anni 364 i tentativi) riguarda disoccupati; nel 54% dei casi i suicidi sono uomini e in età superiore ai 54 anni. Pesa sulla situazione psichica della cittadinanza anche la crisi della famiglia e la situazione degli anziani. La legge ha una sua validità, ha detto Cia, ma ha annunciato il suo voto di astensione perché ci potrebbe essere il sospetto che la norma possa premiare persone vicine a chi l'ha proposta. Quindi, ha aggiunto, sarebbe stato meglio che questo ddl l'avesse firmata qualcun altro. Civico è intervenuto per dire che quella di Cia è un'insinuazione che viene respinta al mittente. Spero che non ci sia nessun sospetto, ha ribadito Cia, e ha detto di non votare la legge per opportunità politica. Detomas ha detto che il disegno di legge ha trovato un ampio consenso in commissione e che va a colmare alcune lacune. Il consigliere della Ual ha ricordato che la Giunta ha trovato anche una soluzione per quanto riguarda l'aspetto finanziario.
Approvato l'odg dello stesso Civico, sul potenziamento e la riorganizzazione, nel rispetto dell'autonomia scolastica, del servizio psicologico nelle scuole.
 
Dieci anni di residenza per contenere le ingiustizie.
 
Si è passati poi al ddl 62 di Maurizio Fugatti della Lega che prevedeva per l'Icef per gli interventi di sostegno economico sociale l'inserimento dei 10 anni di residenza come criterio di preferenza. Fugatti ha presentato il suo ddl ricordando che fa parte di un pacchetto, come quello dell'Itea, che prende spunto dallo slogan elettorale della Lega che diceva: "Prima i trentini". Temi che, ha aggiunto, dovrebbero essere cari anche al Patt. Questo ddl che riguarda l'Icef, ormai inserita per tutto, e che, nella realtà taglia fuori i trentini. Per il semplice motivo che gli stranieri sono favoriti dal fatto che non hanno qui il loro patrimonio e quindi rimangono sotto i limiti. Come è  accaduto per il reddito di garanzia che sommando ad altri strumenti di assistenza gli stranieri potevano arrivare a incassare fino a 2000 euro al mese. Una cifra prima smentita, ma poi, non a caso ridotta come tetto a 1500 euro dalla Giunta. Ora il 50%, dopo aver toccato il 60%, ha detto Fugatti, di chi riceve il reddito di garanzia è straniero. Degasperi di 5 Stelle ha portato dei dati che rappresentano un problema: per il reddito di attivazione la percentuale è 66% italiani, 34% stranieri che sono però l'8% della popolazione. Per l'abbattimento dei canoni Itea i dati non sono stati fornici ma c'è il sospetto che si possano trovare notizie interessanti. Il 24% dell'assistenza odontoiatrica è andata a stranieri, il 53% nell'assegno per i in nucleo familiare. Un problema di scelta delle modalità di distribuzione di queste risorse c'è. Ed è vero che i trentini vanno sempre meno a fare l'Icef perché risultano sempre inferiore agli stranieri, anche in casi di disagio grave. Non va bene, quindi, che l'8% si porti via dal 22% al 53% delle risorse destinate al sociale. Degasperi ha annunciato voto positivo al ddl di Fugatti. Una nuova legge è necessaria, ha detto il consigliere di 5 Stelle, anche perché questa situazione amplifica l'intolleranza verso i cittadini stranieri. L'introduzione dei 10 anni, anche per Cia, è anche un riconoscimento a chi a creato la nostra ricchezza e questa norma rispecchia un disagio che la sinistra nega anche di fronte all'evidenza.
L'assessore Zeni ha ricordato che si sta parlando di interventi urgenti e non soggetti a graduatoria e vengono erogati se ci sono le condizioni. Il delta tra cittadini italiani e stranieri si è ridotto e la Giunta è contraria perché, di fronte ad una crisi reale e evitando assistenzialismi, si deve lavorare con serietà e senza strumentalizzazioni. Inoltre, ha concluso Zeni, i criteri introdotti anche di recente dalla Giunta, sono equi. Violetta Plotegher del Pd ha affermato che se c'è la necessità di intervenire su casi urgenti non si può chiedere da quanti anni uno è in Trentino. Su tutto deve prevalere la risposta ai bisogni urgenti. I principi di ragionevolezza, ai quali si riferisce anche la Consulta nei suoi richiami ai legislatori regionali, servono a preservare le finalità della legge, quello di rispondere le necessità delle persone. La Corte Costituzionale ha fissato i due anni di residenza, come criterio ragionevole. Va però, ha aggiunto la consigliera, salvaguardata l'equità e in questa linea si potrebbero cambiare anche i criteri dell'Icef. Violetta Plotegher ha aggiunto che i dati statistici citati sono stati citati in modo fuorviante. Se c'è una proporzione alta di stranieri nelle fasce basse dell'Icef significa che si trovano spesso in situazioni di difficoltà. Rararamente, del resto, si trovano stranieri nelle fasce alte dei redditi. C'è un problema di ridistribuzione delle risorse quando si creano diseguaglianze, ma quando si va incontro a chi è in difficoltà una comunità non può lasciare fuori dagli aiuti alcuni cittadini. Questo creerebbe danni anche alla sicurezza e comunque, non si possono fare discriminazioni nei confronti dei bambini.
Walter Viola (PT), annunciato voto favorevole, ha detto che su questi temi si rischia ad arrivare non a giudizi ma a pregiudizi. La questione vera è se l'Icef, che è del '93 ed è nata sul diritto allo studio, è ancora valida. Dal '93 è cambiato radicalmente il mondo, al punto che l'Opera universitaria sta pensando di usare l'Isee nazionale che è più equo e più semplice. Oggi, l'Icef, dando un grande peso al patrimonio, crea delle sperequazioni con gli stranieri che non hanno qui, legittimamente, i loro beni. Inoltre, con questo sistema si incentivano le cicale perché il risparmio, per l'Icef, pesa troppo e penalizza le famiglie privilegiando i single. Il consigliere ha portato l'esempio di una famiglia, padre licenziato, madre con un lavoro saltuario, ma con casa di proprietà che, proprio per questo, si trova fuori dai parametri Icef. Quindi, la logica della Pat sarebbe quella di dire: prima vendete la casa e poi avrete diritto agli aiuti. Una via sbagliata perché le situazioni di completo bisogno andrebbero prevenute e non favorite. Anche Manuela Bottamedi, annunciando voto positivo, ha seguito questa linea, denunciando il meccanismo discriminatorio dell'Icef. E ha ricordato che Fugatti, col suo ddl, sta invitando tutti a riflettere su questi meccanismi.
Maurizio Fugatti ha replicato dicendo a Zeni che non è iniquo, come ha detto nel suo intervento, dire che fino allo scorso anno gli stranieri avevano il 60% degli interventi e ora sono al 50%. Il Pd, ha aggiunto, continua a vivere sulla luna, assieme a Upt e Patt, mentre il mondo sta cambiando. 
 
Bruno Zorzi
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