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07/10/2025 - In aula o in commissione

L'ex Procuratore Capo Raimondi nuovo difensore civico

Minuto di silenzio per commemorare l'attentato sanguinario del 7 ottobre 2023 in Israele

L'ex Procuratore Capo Raimondi nuovo difensore civico

L'ex Procuratore Capo Raimondi nuovo difensore civico

La seduta pomeridiana del Consiglio provinciale è iniziata con una sospensione concordata tra maggioranza e minoranza per discutere sul nome del difensore civico, resasi necessaria a seguito delle dimissioni di Giacomo Bernardi. La votazione del responsabile della difesa civica è arrivata nel corso della seduta, non appena è stata completata la raccolta della documentazione utile. Il già procuratore capo della Repubblica Sandro Raimondi (nella foto) è stato eletto con 27 voti, 5 schede bianche e 1 nulla. La proposta è venuta dal presidente Fugatti, sottoscritta da tutti i capigruppo. Maurizio Fugatti ha sottolineato il passaggio condiviso, lineare e costruttivo che ha portato all’indicazione del nome di Raimondi: l’autorevolezza della persona e l’importanza del ruolo prevedeva una convergenza, che tuttavia non era scontata, ha detto. Anche il presidente Soini ha espresso soddisfazione per la convergenza trovata dall'aula sulla scelta di questa importante figura di garanzia per i cittadini. Il voto a scrutinio segreto ha dato il seguente esito: presenti 33, 5 bianche, 1 nulla e 27 voti. L’incarico decorrerà a partire dal 19 novembre prossimo.

Nel frattempo i lavori sono proseguiti con l’ordine del giorno. E’ stato approvato con 17 sì e 12 no il bilancio consolidato della Provincia per l'esercizio finanziario 2024 ed è stata approvata la risoluzione della VI Commissione sul programma di lavoro 2025 dell’Unione europea. Di seguito la cronaca del pomeriggio.

Bilancio consolidato Pat: l’occasione per una discussione politica

L’assessore Achille Spinelli ha illustrato la ratio del documento da rendere obbligatoriamente e include le informazioni di contenuto prettamente conoscitivo dei bilanci di tutti gli enti e istituzioni della Pat, oltre 40 soggetti tra cui le nove agenzie provinciali, i musei, gli enti parco, l’opera universitaria, le fondazioni, le società controllate direttamente e indirettamente dalla provincia, le partecipate ecc. Il bilancio presenta un utile consolidato di circa 1496 milioni e un patrimonio netto di oltre 10 miliardi di euro. Francesco Valduga (Campobase) ha osservato che anche la discussione del bilancio consolidato può rappresentare un momento di osservazione e riflessione, tanto più che i numerosi soggetti coinvolti dal bilancio consolidato parlano della storia della provincia e raccontano di un territorio che storicamente ha saputo investire in innumerevoli contesti e di una comunità che sa lavorare assieme. Dopodiché, se si andasse a vedere dentro ognuna di queste realtà incluse nel perimetro, si aprirebbe la possibilità di numerosi approfondimenti e argomentazioni. Tra tutte Valduga ha citato Itea (ente che ha a suo avviso estremo bisogno di una riforma) e Trentino Digitale (su cui c’è la necessità di un percorso approfondito e meditato in parte garantito stamattina dall’assessore in risposta ad una sua interrogazione). Filippo Degasperi (Onda) ha ricordato la ventilata razionalizzazione che si sarebbe dovuta introdurre, ma che alla fine non si è mai realizzata, anzi, la situazione è se possibile ancora più nebulosa. Ha citato il caso di Trentino school of management, ove scelta fatta rispetto al vertice ha creato parecchi problemi fino alla recente debacle e ha sollevato delle perplessità rispetto all’ipotesi che circola e cioè è che si voglia approfittare dell’uscita del direttore generale per sistemare alcune pedine. E’ poi passato a commentare quello che ha definito il “carrozzone” Cassa del Trentino, considerato un unicum, un modello in realtà mai replicato altrove, un soggetto inutile visto che avrebbe fatto 20 milioni di utile che derivano però per la quasi totalità da interessi attivi, titoli, btp, ccp, bot, obbligazioni, cassa depositi e prestiti. Infine, ha citato la vicenda della società Patrimonio del Trentino, che in quello che ha definito “un numero da cabaret” è andata in tribunale per accertare la nullità dei contratti da lei stessa firmati. Senza contare che il foro competente era l’alta corte di giustizia a Londra. Ovvero, noi abbiamo dei dirigenti che per contestare una loro stessa scelta chiedono consulenze a professionisti esperti: e nessuno chiede spiegazioni e sono ancora tutti al loro posto e nessuno è stato chiamato a rifondere nulla. Altra riflessione l’ha svolta sulla holding dell’energia: c’è davvero l’intenzione di valorizzare la partecipazione oppure solo di lucrare? si è chiesto. E ancora, non è nel bilancio consolidato perché considerata irrilevante la società Interbrennero, definita da Degasperi l’araba fenice dell’intermodalità, una realtà di cui si parla tanto, ma che nella concretezza fa molto poco, controquelli che erano i piani elettorali. Vogliamo impegnarci, vogliamo investire, si è chiesto, oppure restiamo in attesa di un tunnel che non c’è e chissà se mai ci sarà. Questa discussione potrebbe essere l’occasione per dire dove si va, non solo per dire come stanno le cose.

L’Itea è stata al centro dell’intervento di Paolo Zanella (PD). Da questo bilancio emergono dati per nulla tranquillizzanti. I numeri del 2024 parlano di una gestione degli tragica: a fronte di un patrimonio di 10639 alloggi si registrano solo 9047 contratti in essere. E serviranno almeno 15 anni per un recupero, stando al piano strategico triennale presentato dall’assessore Marchiori e votato dalla Giunta: in sintesi, una società fallimentare e non c’è molto da sperare per il futuro, nemmeno sulla nuova capacità edilizia laddove sarebbero 38 gli alloggi nuovi sul triennio. E quello che è grave, ha aggiunto Zanella, è la falsa visione che si tenta di “vendere” alla stampa. Messo ai voti, il bilancio consolidato è stato approvato con 17 voti favorevoli e 12 contrari.

Programma di lavoro della Commissione europea per il 2025: votata la risoluzione con l’astensione di Degasperi

Il Presidente della VI Commissione Walter Kaswalder, ha illustrato brevemente il lavoro svolto dalla VI Commissione da lui presieduta con riferimento al Programma di lavoro della Commissione europea “Avanti insieme: un'Unione più coraggiosa, più semplice e più rapida”, e la risoluzione sottoscritta dall’organismo. Tre i filoni ritenuti particolarmente strategici per la Provincia. La “Bussola per la competitività”, iniziativa volta a rafforzare la crescita sostenibile, promuovere l’innovazione, sostenere le start-up e le PMI e semplificare le normative europee, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese. L’iniziativa “Unione delle competenze”, attraverso la quale l’UE punta a garantire a tutti i lavoratori accesso a formazione e aggiornamento continuo, favorendo l’acquisizione di nuove competenze e lo sviluppo del capitale umano, in linea con le esigenze di un mercato del lavoro sempre più competitivo e tecnologicamente avanzato. Infine, la “Strategia europea per la resilienza idrica”: un passo fondamentale per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici, garantendo un utilizzo efficace delle risorse idriche e supportando l’adattamento dei territori alle diverse condizioni ambientali. Alla Sesta Commissione il compito di monitorare queste iniziative, mentre la Giunta provinciale fornirà il supporto documentale e informativo necessario per assicurare una partecipazione attiva e qualificata della Provincia alla fase di formazione del diritto europeo. La risoluzione sarà trasmessa al Parlamento italiano, alle assemblee legislative regionali, al Comitato delle Regioni e agli organi nazionali preposti alle politiche europee, rafforzando il dialogo multilivello tra istituzioni locali ed europee. Kaswalder ha infine ringraziato la struttura per il sostegno dell’esame della documentazione e per i momenti informativi che si sono svolti con gli uffici provinciali.

Francesca Parolari (PD) si è unita ai ringraziamenti, Utilissimi a suo avviso i momenti formativi, importanti per avere un quadro preciso degli strumenti in campo. La nostra azione, è emerso, non potrà incidere sulle politiche europee, ma è tuttavia estremamente utile accendere un faro su queste questioni, per incrementare una cultura singola e collettiva sul significato di appartenere all’unione europea e sulle ricadute di questa appartenenza. Ha infine espresso l’auspicio di poter lavorare ancora su queste tematiche percepite come estranee, ma in realtà molto pervasive della nostra quotidianità. Filippo Degasperi ha espresso qualche perplessità sulla possibile funzione di indirizzo della Commissione rispetto alle scelte che vengono fatte a livello europeo. Non sono un contestatore dell’Unione europea, non lo sono mai stato nemmeno quando militavo nei 5 Stelle, ha ricordato. Nella risoluzione però, a suo avviso, si eludono molti temi e c’è poca chiarezza rispetto a diversi aspetti. Apprezzando l’impegno e comprendendo le ragioni di certe sfumature, per Degasperi si è tuttavia rinunciato a dire le cose come stanno e ad esprimere una linea di indirizzo verso obiettivi congeniali a partire dall’istruzione, passando per la politica internazionale per finire sul riarmo. In conclusione, ha annunciato l’astensione sul documento. Mirko Bisesti (Lega) ha detto di non aver mai messo in dubbio la bontà del sistema scolastico italiano, che forse avrebbe bisogno di innovazione, ma che tuttavia continua a funzionare. Dobbiamo essere consapevoli di quello che abbiamo fatto e anche di quello che possiamo fare per dare il nostro contributo, senza tuttavia avere la presunzione di dare un indirizzo all’Unione europea. A suo avviso il documento di intenti della VI Commissione e i punti fondamentali della risoluzione meritano apprezzamento. Ha annunciato la condivisione. Si è espresso in maniera simile anche Daniele Biada (FI). La risoluzione è stata approvata con l’unica astensione di Filippo Degasperi.

Due comunicazioni del Presidente

In chiusura Claudio Soini ha comunicato l’adesione del Consiglio provinciale all’iniziativa dell’Unicef “Un ulivo per i bambini nelle emergenze”: una piantina di ulivo in cambio di una donazione per i bambini vittime di conflitti. Nella seconda comunicazione Soini ha invitato i consiglieri ad una riflessione in memoria del 7 ottobre, secondo anniversario dell’attacco di Hamas a Israele. Ha citato le parole di Mattarella ricordando “una pagina turpe della storia e il grave danno a alla pace e alla sicurezza” mondiale. E’ seguito un minuto di silenzio.

I lavori riprendono domani mattina alle ore 10.00. Sul tavolo un pacchetto di 11 mozioni e due disegni di legge