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Inaugurata stamane la personale, in calendario fino all’8 aprile
Thomas Belz, l’artista artigiano
In allegato, biografia, critica e foto
​​​​​​​​​​​E’ stato il Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti a fare gli onori di casa a Palazzo Trentini per l’inaugurazione della mostra dedicata all’artista Thomas Belz, 48 opere, in gran parte mosaici, ma anche sculture e tempere che si potranno ammirare fino all’8 aprile prossimo. Dorigatti ha precisato come il progetto -nato su impulso del Presidente dell’Associazione Artigiani Roberto de Laurentis con l’obiettivo di “far conoscere l’arte degli artigiani trentini”- coinvolgeva inizialmente anche lo scultore Giuliano Corelli, che “per cause tecniche insormontabili e solo nella fase di allestimento ha purtroppo dovuto rinunciare”: gli antichi avvolti del palazzo settecentesco non supportano purtroppo il peso delle sue “straordinarie opere in marmo a grandezza naturale”. Esprimendo profondo rammarico per l’assenza di Corelli e apprezzamento per la tecnica del colore e l’ottimismo che traspare dalle opere di Thomas Belz, Dorigatti ha augurato ad entrambi grande successo nella loro attività artistica, ribadendo la vocazione culturale di Palazzo Trentini, che mira a dare voce all’arte del territorio, nei limiti strutturali e tecnici di un edificio nato con altre finalità.
Roberto de Laurentis ha ricordato come Belz abbia “arredato” la sede dell’Associazione artigiani trentini con un maestoso mosaico all’ingresso ed ha definito il giovane “un artigiano nel senso latino del termine”, ovvero ars+genius, genio dell’arte.
Infine Marcello Nebl, critico d’arte, ha centrato l’opera dell’”artista-artigiano” Belz su due filoni d’ispirazione: la musica e la natura, entrambe però colte da un punto di vista primitivo ed archetipico e fisicamente collocate sui due piani in cui si articola il percorso espositivo. “Le opere di Belz”, ha detto, “sono una sinfonia di colori stesi armonicamente seguendo ritmi interiori. I mosaici”, ha aggiunto, sono la frammentazione e nel contempo la fusione di percorsi visivi e sonori”. Nebl, che per l’uso del segno ha avvicinato Belz per certi aspetti ai neo espressionisti (come Marc, Matisse, Leger) e per altri agli artisti newyorkesi della street art degli anni 80 e 90, ha richiamato l’attenzione anche sul ciclo di tempere –conservate nel piano di sotto- sul rapporto uomo-orso -che a suo avviso richiamano anche lo stile del trentino Schweizer- e sul ciclo delle tartarughe, animale archetipico e primitivo, simbolo del macrocoso, nel quale Belz per sua stessa ammissione, si riconosce.
A Palazzo Trentino fino all’8 aprile prossimo. Dal lunedì al venerdì, il sabato fino a mezzogiorno.​
 
Monica Casata
Galleria immagini:
  • Belz e Dorigatti
  • Belz e Dorigatti con De Laurentis
  • Visitatori durante l'inaugurazione
  • Mosaico di Belz sulla facciata della sede dell'Associazione artigiani
  • Belz, musicalità
  • Belz, natura
  • Opere di Blz in uno degli spazi espositivi a palazzo Trentini
 
 
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