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Codice Provinciale

 

Legge provinciale 7 novembre 2005, n. 15
Disposizioni in materia di politica provinciale della casa e modificazioni della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa)
Materia: 4.6. - Edilizia abitativa
Originato da: Disegno di legge n. 93/XIII di iniziativa giuntale
Testo: Testo originale
    • Art. 1 - Politica provinciale della casa
    • Art. 2 - Definizioni
    • Art. 3 - Disciplina del contributo integrativo
    • Art. 4 - Modalità per il reperimento di alloggi da destinare alla politica della casa
    • Art. 4 bis - Promozione della costituzione di un fondo immobiliare per lo sviluppo dell'edilizia residenziale
    • Art. 5 - Locazione degli alloggi
    • Art. 6 - Disciplina dei canoni di locazione
    • Art. 6 bis - Tutela dei soggetti deboli
    • Art. 6 ter - Alloggi dei comuni e delle IPAB destinati ad edilizia abitativa pubblica
    • Art. 7 - Costituzione dell'Istituto trentino per l'edilizia abitativa - società per azioni
    • Art. 8 - Fondo provinciale casa
    • Art. 9 - Disposizioni transitorie e di prima applicazione
    • Art. 10 - Fondi di garanzia a sostegno dell'accesso all'abitazione
    • Art. 11 - Regolamento di esecuzione
    • Art. 12 - Abrogazioni
    • Art. 12 bis - Misure straordinarie di localizzazione di alloggi
    • Art. 13 - Modificazioni della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa)
    • Art. 13 bis - Cessione degli alloggi ITEA s.p.a. agli ex soci della Cooperativa servizio casa s.c.a.r.l.
    • Art. 14 - Disposizioni finanziarie
  • Testo vigente dal 31 dicembre 2016

    LEGGE PROVINCIALE 7 novembre 2005, n. 15

    Disposizioni in materia di politica provinciale della casa e modificazioni della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa) (1)

    (b.u. 15 novembre 2005, n. 46, suppl. n. 2)

    Art. 1

    Politica provinciale della casa

    1.    La politica provinciale della casa in favore dei nuclei familiari con condizione economico-patrimoniale insufficiente per acquistare, risanare o ristrutturare con i soli mezzi propri la prima abitazione o per partecipare a una cooperativa edilizia, anche a proprietà indivisa, è attuata attraverso l'intervento pubblico dei comuni di Trento e di Rovereto, nonché dei comprensori, nel seguito di questa legge indicati come enti locali.

    2.    Sono riservati alla Provincia:

    a)    il riparto tra la Provincia e gli enti locali delle risorse del fondo provinciale casa ai sensi dell'articolo 8;

    b)    l'adozione, previo parere del Consiglio delle autonomie locali, ove costituito, del regolamento di esecuzione previsto dall'articolo 11, fermo restando il potere regolamentare riconosciuto agli enti locali dal vigente ordinamento per la disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite; per l'acquisizione del parere si applica, in quanto compatibile, la procedura prevista dalla lettera c);

    c)    la funzione di indirizzo e di coordinamento concernente, in particolare, la definizione di standard o livelli minimi delle prestazioni pubbliche nel rispetto di quelli definiti dallo Stato; la funzione di indirizzo e di coordinamento si svolge mediante atti di carattere generale adottati previa intesa in seno alla Conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomie locali, ove costituita, e previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale; ove l'intesa non sia raggiunta entro sessanta giorni, ovvero il parere non sia rilasciato entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta, la Provincia può procedere tenendo conto delle eventuali posizioni espresse e dandone comunicazione al Consiglio delle autonomie locali.

    3.    Le finalità previste dal comma 1 sono perseguite, in particolare, mediante le seguenti tipologie di intervento:

    a)    l'attuazione di un piano straordinario di intervento per l'incremento degli alloggi dell'Istituto trentino per l'edilizia abitativa - società per azioni (ITEA s.p.a.), previsto dall'articolo 4, comma 7;

    b)    la concessione ai nuclei familiari con una condizione economico-patrimoniale insufficiente per pagare il canone di locazione per gli alloggi di cui alla lettera c), previa stipula di un'apposita convenzione con il beneficiario, di un contributo integrativo, come definito dall'articolo 2, comma 1, lettera e); avendo riguardo all'esigenza di adottare misure che non influenzino negativamente il mercato delle locazioni, in via temporanea il contributo integrativo può altresì essere concesso anche ai nuclei che, in possesso dei requisiti, abbiano stipulato, alla data di presentazione della domanda, un contratto di locazione per alloggi diversi da quelli di cui alla lettera c);

    c)    la messa a disposizione dei nuclei familiari con una condizione economico-patrimoniale insufficiente per pagare il canone di locazione, attraverso l'ITEA s.p.a., di alloggi comunque in loro disponibilità, ritenuti idonei secondo i criteri stabiliti dal regolamento di esecuzione di questa legge, in relazione alle caratteristiche del bisogno del nucleo familiare; i rapporti tra gli enti locali e l'ITEA s.p.a. sono regolati da apposite convenzioni;

    d)    la messa a disposizione dei nuclei familiari con condizione economico-patrimoniale compresa tra una soglia minima e una soglia massima stabilite sulla base di criteri disciplinati dal regolamento di esecuzione, di alloggi dell'ITEA s.p.a., di imprese convenzionate o dei soggetti previsti dall'articolo 4, commi 5 bis, 5 ter e 5 ter 1, e dall'articolo 4 bis, comunque in loro disponibilità, senza alcun ulteriore intervento pubblico a favore di questi nuclei salvo quanto previsto dalla disciplina provinciale in materia di edilizia agevolata; i rapporti tra gli enti locali e i soggetti previsti da questa lettera sono regolati da apposite convenzioni;

    e)    la promozione dell'accesso alla proprietà dell'alloggio, del suo risanamento e della sua ristrutturazione.

    4.    Restano in vigore l'articolo 10 della legge provinciale 2 maggio 1990, n. 13 (Interventi nel settore dell'immigrazione straniera extracomunitaria), nonché le disposizioni a favore degli studenti universitari di cui alla legge provinciale 24 maggio 1991, n. 9 (Norme in materia di diritto allo studio nell'ambito dell'istruzione superiore). Nell'ambito degli accordi di programma e delle convenzioni di cui all'articolo 4 può essere prevista la destinazione di alloggi, anche collettivi, per studenti o per immigrati, da utilizzare per le finalità delle leggi provinciali n. 13 del 1990 e n. 9 del 1991 nonché per soggetti in condizioni di temporanee difficoltà a reperire un alloggio.

    5.    Per sostenere i nuclei familiari nella scelta abitativa più appropriata, con particolare riguardo sia alle fasce deboli della popolazione che ai diversi strumenti per la politica provinciale della casa, gli enti locali possono promuovere la realizzazione sul territorio di "sportelli casa", stipulando apposite convenzioni con soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro in possesso dei requisiti stabiliti dal regolamento di esecuzione. A tali sportelli possono essere demandati lo svolgimento di servizi d'informazione e di consulenza nei confronti degli utenti, ivi comprese azioni di accompagnamento nell'inserimento abitativo, nonché l'espletamento dell'istruttoria relativa ai procedimenti amministrativi.

    6.    Acquisito il parere favorevole dell'ente locale sul cui territorio è collocato l'alloggio l'ITEA s.p.a. può mettere a disposizione di enti, di associazioni senza scopo di lucro e di istituzioni, con finalità statutarie di carattere sociale, nonché delle forze dell'ordine, alloggi o immobili anche non destinati a uso abitativo, secondo i criteri e le condizioni stabiliti dal regolamento di esecuzione.

    6 bis. Per migliorare la pianificazione degli interventi in materia di edilizia pubblica, la struttura provinciale competente assicura la raccolta e l'analisi delle informazioni relative alla condizione abitativa provinciale (2).

    Art. 2

    Definizioni

    1.    Per i fini di questa legge si intende:

    a)    per "nucleo familiare": quello disciplinato dall'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 (Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente), compresi i genitori separati o divorziati, secondo quanto previsto dal medesimo articolo 4;

    b)    per "canone sostenibile": la quota di capacità economica del nucleo familiare, calcolata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di esecuzione, che può essere destinata al soddisfacimento del fabbisogno di alloggio, tenuto conto di tutti gli altri bisogni;

    c)    per "canone oggettivo": salvo quanto diversamente previsto dalle specifiche disposizioni:

    1)    il canone calcolato secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 1, lettera a), per gli alloggi destinati ai nuclei familiari di cui all'articolo 1, comma 3, lettera c);

    2)    il canone calcolato secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 1, lettera b), per gli alloggi destinati ai nuclei familiari di cui all'articolo 1, comma 3, lettera d);

    d)    per "condizione economico-patrimoniale": la valutazione del reddito e del patrimonio del nucleo familiare al fine:

    1)    della concessione del contributo integrativo previsto dall'articolo 3 nonché dell'accesso agli alloggi previsti dall'articolo 1, comma 3, lettera c);

    2)    della permanenza negli alloggi previsti dall'articolo 1, comma 3, lettera c);

    3)    dell'accesso e della permanenza negli alloggi previsti dall'articolo 1, comma 3, lettera d);

    e)    per "contributo integrativo": la differenza tra canone oggettivo e canone sostenibile, quando quest'ultimo è inferiore al canone oggettivo medesimo;

    f)     per "imprese convenzionate": le imprese con le quali l'ente locale, nel rispetto delle norme comunitarie, stipula una convenzione che può avere per oggetto, anche congiuntamente, un contratto di appalto di lavoro o di servizi ovvero una concessione di costruzione e gestione ovvero la concessione di un contributo, finalizzato al perseguimento delle finalità previste da questa legge; i criteri e le modalità per la presentazione di eventuali domande e per la determinazione dei presupposti e dell'entità dei contributi ovvero dei contenuti delle concessioni - proporzionate all'entità degli obblighi e degli oneri imposti - nonché delle condizioni per la loro concessione sono determinati dal regolamento di esecuzione di questa legge nel rispetto delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato e di mercato interno.

    2.    Ai fini della presente legge la condizione economico-patrimoniale del nucleo familiare è definita secondo quanto disposto dall'articolo 6 della legge provinciale 1 febbraio 1993, n. 3, e dall'articolo 7 della legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2.

    2 bis. Per i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, ai fini della valutazione della condizione economico-patrimoniale del nucleo familiare, gli stati, i fatti e le qualità personali diversi da quelli certificabili da parte di soggetti pubblici italiani devono essere documentati ai sensi delle leggi e dei regolamenti concernenti la disciplina dell'immigrazione e la condizione dello straniero (3).

    Art. 3

    Disciplina del contributo integrativo

    1.    Il contributo integrativo di cui all'articolo 1, comma 3, lettera b), è finalizzato a consentire il pagamento del canone di locazione ai nuclei familiari che abbiano una condizione economico-patrimoniale insufficiente. Il contributo è commisurato alla differenza tra il canone oggettivo e il canone sostenibile.

    2.    Nei limiti stabiliti da questa legge hanno titolo ad ottenere il contributo integrativo i nuclei familiari dei quali almeno un componente sia residente in un comune della provincia di Trento da almeno tre anni e che abbiano una condizione economico-patrimoniale non superiore a quella stabilita dagli enti locali sulla base dei criteri indicati dal regolamento di esecuzione di questa legge.

    3.    Il contributo integrativo è concesso, nel rispetto degli obiettivi e dei vincoli stabiliti dall'intesa prevista dall'articolo 8 per ciascun ente competente, ai nuclei familiari in possesso dei requisiti di cui al comma 2 e:

    a)    che abbiano ottenuto l'accesso agli alloggi di cui all'articolo 1, comma 3, lettera c);

    b)    in locazione in alloggi diversi da quelli indicati nell'articolo 1, comma 3, lettere c) e d);

    c)    ovvero prescindendo dalle graduatorie e dalla domanda di accesso di cui alla lettera a), per casi di particolare necessità e disagio individuati dal regolamento di esecuzione; tale intervento può essere concesso per un massimo di dodici mensilità ed è rinnovabile una sola volta nel caso del perdurare accertato della situazione di disagio e necessità.

    4.    Il contributo è concesso per un periodo di tempo determinato dal regolamento di esecuzione; il contributo è automaticamente rinnovato al termine del periodo stesso nel caso in cui il nucleo familiare utilizzi gli alloggi di cui all'articolo 1, comma 3, lettera c), e mantenga i requisiti previsti dal regolamento medesimo.

    5.    La convenzione tra gli enti locali e il beneficiario del contributo integrativo stabilisce:

    a)    i criteri di determinazione del contributo;

    b)    il periodo di tempo per il quale il contributo è corrisposto;

    c)    la condizione economico-patrimoniale rispetto alla quale è stato calcolato il contributo, nonché i casi, i tempi e i modi per la verifica della predetta condizione economico-patrimoniale ai fini dell'aggiornamento del contributo, cui il beneficiario s'impegna a sottostare, pena la decadenza dal contributo medesimo;

    d)    gli effetti degli esiti della verifica della condizione economico-patrimoniale e dell'eventuale mancata collaborazione dei beneficiari alla verifica medesima;

    e)    le modalità di erogazione e di utilizzo del contributo, secondo quanto previsto dai commi 6 e 7 e gli obblighi d'informazione nei confronti dell'ente locale;

    e bis) il diniego del contributo in caso di mancata produzione, unitamente alla domanda, di idonea documentazione attestante il patrimonio finanziario e immobiliare detenuto all'estero dal richiedente;

    f)     la revoca del contributo qualora il beneficiario occupante uno degli alloggi previsti all'articolo 4, comma 1, lettera d), avendo maturato una posizione utile in graduatoria, rifiuti di stipulare un contratto di locazione per gli alloggi previsti dall'articolo 4, comma 1, lettere a), b), c) o e);

    g)    l'obbligo per il beneficiario, ove ne sussistano i presupposti, di versare l'ulteriore importo di cui all'articolo 6, comma 3, nei modi stabiliti dalla convenzione medesima.

    6.    Il contributo integrativo concesso ai nuclei familiari che occupano un alloggio di proprietà o in disponibilità di ITEA s.p.a. è versato dall'ente locale direttamente al locatore.

    7.    Il nucleo familiare che sposta la propria residenza nel territorio di un ente locale della provincia diverso da quello che gli ha concesso il contributo integrativo mantiene il diritto al contributo, secondo quanto disposto da questa legge e a carico del medesimo ente, per il periodo individuato dal regolamento di esecuzione e secondo le modalità previste dallo stesso.

    8.    Il contributo integrativo è calcolato:

    a)    in proporzione inversa alla condizione economico-patrimoniale posseduta, valutata sulla base di fasce progressive, i cui limiti minimi e massimi sono stabiliti dagli enti locali sulla base dei criteri generali stabiliti dal regolamento di esecuzione di questa legge; il regolamento, inoltre, stabilisce le modalità per la verifica periodica, almeno annuale, della condizione economico-patrimoniale e i relativi effetti sulla rideterminazione del contributo integrativo; il regolamento prevede l'obbligo per l'inquilino di comunicare mutamenti significativi della condizione economico-patrimoniale per la rideterminazione del contributo, disciplinando i criteri, le modalità e la frequenza, almeno annuale, della comunicazione; la rideterminazione del contributo ha decorrenza con le modalità individuate dal regolamento di esecuzione;

    b)    in relazione all'entità di un canone calcolato sulla base di tipologie standard e secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 1;

    c)    omissis

    9.    Fino a quando non sarà diversamente disposto in sede di attuazione della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino), sulla base di intese con il Consiglio delle autonomie locali, la Provincia provvede direttamente a trasferire a ITEA s.p.a., in luogo delle spettanze previste da questa legge, finanziamenti ai sensi dell'articolo 7, commi 12 bis, 12 ter e 12 quater, sulla base di una programmazione concordata tra Provincia e ITEA s.p.a. che tiene conto dei programmi di investimento e dei costi di funzionamento della società. I rapporti finanziari tra la Provincia e ITEA s.p.a. sono regolati da una convenzione, che può riguardare anche l'affidamento di funzioni e attività ai sensi dell'articolo 7, comma 5, e che disciplina, in particolare, le modalità per l'assegnazione dei finanziamenti, le loro modalità di utilizzo e gli adempimenti di ITEA s.p.a. ai fini della rendicontazione. Nel periodo di applicazione di questo comma i contratti di locazione stipulati o da stipulare con i nuclei familiari che hanno titolo all'accesso e alla permanenza negli alloggi indicati nell'articolo 4, comma 1, lettera a), sono stipulati a canone sostenibile; quelli con i soggetti indicati nell'articolo 1, comma 6, sono stipulati con riguardo alla quota di canone oggettivo imputato al locatario. Il primo periodo di questo comma si applica anche per le spettanze della società dovute, ai sensi dell'articolo 9, comma 9, a valere per il 2009.

    9 bis. Fino alla data prevista al comma 9 l'ente locale competente può disporre l'assegnazione del contributo integrativo prescindendo dalla stipula della convenzione prevista dal comma 5.

    10.  Contro i provvedimenti relativi alla formazione, aggiornamento e revisione della graduatoria ed all'accesso ai benefici di questa legge, chiunque abbia interesse può presentare ricorso all'organo esecutivo dell'ente locale competente entro trenta giorni dalla data di comunicazione della graduatoria (4).

    Art. 4

    Modalità per il reperimento di alloggi da destinare alla politica della casa

    1.    Per attuare la politica provinciale della casa ai sensi dell'articolo 1, comma 1, gli enti locali utilizzano:

    a)    gli alloggi di proprietà o comunque in disponibilità dell'ITEA s.p.a., stipulando la convenzione prevista dall'articolo 1, comma 3, lettere c) e d);

    b)    gli alloggi costruiti dall'ITEA s.p.a. sulla base di accordi di programma con gli enti locali e i comuni proprietari di aree, secondo quanto previsto dal comma 3;

    c)    gli alloggi costruiti dalle imprese sulla base di apposite convenzioni stipulate secondo quanto previsto dal comma 5;

    c bis) gli alloggi realizzati dalle imprese secondo quanto previsto dal comma 5 bis;

    c ter) gli alloggi messi a disposizione dai proprietari di immobili secondo quanto previsto dai commi 5 ter e 5 ter 1;

    c quater) gli alloggi realizzati dai soggetti previsti dall'articolo 4 bis;

    d)    gli alloggi locati direttamente sul mercato dai soggetti di cui all'articolo 1, comma 3, lettera b);

    e)    gli alloggi locati direttamente sul mercato dall'ITEA s.p.a. per essere destinati ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 3, lettera d).

    2.    Per i fini del comma 1, lettera a), i comuni, la Provincia e gli altri enti pubblici possono affidare in gestione o conferire all'ITEA s.p.a. alloggi di loro proprietà o dei quali abbiano la disponibilità, da destinare alla locazione ai nuclei familiari in base a quanto disposto da questa legge.

    3.    Gli accordi di programma di cui al comma 1, lettera b), prevedono:

    a)    la concessione alla società di un diritto di superficie su aree di proprietà degli enti medesimi, anche con riferimento a immobili da risanare, per una durata stabilita dall'accordo medesimo, anche in relazione al periodo necessario per l'ammortamento degli oneri di realizzazione degli immobili;

    b)    che l'ITEA s.p.a. provveda alla costruzione o al risanamento di alloggi da destinare, per la durata del diritto di superficie, alle finalità di cui all'articolo 1.

    4.    L'accordo di programma stabilisce, in particolare:

    a)    il numero e la tipologia degli alloggi da costruire o da risanare, nonché gli oneri conseguenti a carico dell'ITEA s.p.a.;

    b)    l'obbligo dell'ITEA s.p.a. di utilizzare gli alloggi per la locazione ad aventi diritto in base a questa legge;

    c)    il numero e la tipologia degli alloggi eventualmente trasferiti in proprietà all'ITEA s.p.a. quale corrispettivo degli oneri sostenuti, oltre alle entrate derivanti dai canoni di locazione;

    d)    quant'altro necessario per la regolazione dei rapporti giuridici ed economici.

    5.    I commi 3 e 4 si applicano anche ai casi previsti dal comma 1, lettera c), per le convenzioni da stipulare con le imprese in possesso dei requisiti e idonee, individuate sulla base di procedure di evidenza pubblica. Dette convenzioni devono stabilire le tipologie e le caratteristiche che le costruzioni di edilizia abitativa devono avere. I requisiti d'idoneità delle imprese e le procedure di evidenza pubblica sono disciplinate dal regolamento di esecuzione di questa legge.

    5 bis. La Provincia può concedere alle imprese contributi, anche in annualità, nella misura massima del 40 per cento del costo medio di costruzione dell'opera o di realizzazione degli altri interventi edilizi, tenuto conto dei costi per l'ammortamento degli oneri di realizzazione degli immobili. Con deliberazione della Giunta provinciale sono stabiliti i criteri e le modalità per la concessione, l'erogazione e l'eventuale revoca del contributo, nonché il costo medio di costruzione ai fini dell'erogazione.

    5 ter. Possono essere concessi contributi anche in annualità, secondo criteri e modalità individuati con deliberazione della Giunta provinciale, a favore di proprietari di immobili destinati a uso abitativo da utilizzare per la locazione a canone moderato per la durata minima di quindici anni. La deliberazione prevede anche i casi e le modalità di revoca del contributo.

    5 ter 1. I proprietari di alloggi destinati a uso abitativo locati a canone moderato accedono alle esenzioni fiscali previste dalle norme provinciali in materia di tributi locali per gli alloggi sociali. Per favorire la stipulazione di questi contratti di locazione tra i proprietari degli alloggi e i soggetti in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 5, comma 2, la Provincia promuove, nel rispetto delle procedure di evidenza pubblica, la costituzione, anche con proprie risorse, di un fondo di garanzia. Una quota del fondo di garanzia può essere riservata alle aziende pubbliche di servizi alla persona nel caso in cui gli alloggi di proprietà delle predette aziende siano locati nell'ambito di progetti aventi una valenza innovativa con riferimento a specifiche categorie di beneficiari; i progetti sono elaborati d'intesa con gli enti locali. La Giunta provinciale stabilisce i criteri e le modalità per l'attuazione di questo comma con propria deliberazione da sottoporre al preventivo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale.

    5 quater. Le deliberazioni previste nei commi 5 bis e 5 ter sono adottate previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale da rendersi entro trenta giorni dalla richiesta.

    6.    Alle aree e agli immobili messi a disposizione della società e delle imprese ai sensi dei commi 3, 4 e 5 si applicano le vigenti disposizioni urbanistiche relative alle aree destinate all'edilizia abitativa pubblica.

    6.1. Negli edifici interamente utilizzati ai sensi di quest'articolo è previsto un luogo di deposito per le biciclette in cortili o spazi comuni che, se possibile, sono attrezzati a questo scopo.

    6 bis. Ai fini della concessione dei contributi previsti dal comma 5 bis all'impresa è equiparato ogni altro soggetto pubblico o privato, ad eccezione di quelli previsti dall'articolo 4 bis, che intende realizzare immobili da destinare alla locazione a canone moderato, sulla base di eventuali requisiti, criteri e modalità stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.

    7.    Al fine di incrementare la dotazione di alloggi dell'ITEA s.p.a. da destinare alle finalità di questa legge, la Giunta provinciale, nell'ambito degli atti di indirizzo previsti dall'articolo 7, comma 4, e previa intesa in seno alla Conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomie locali, individua le risorse ricavabili dalle operazioni di valorizzazione del patrimonio immobiliare dell'ITEA s.p.a., nonché gli strumenti e i tempi per attuare un piano straordinario di incremento del patrimonio medesimo, da completare entro il 2016 (5).

    Art. 4 bis

    Promozione della costituzione di un fondo immobiliare per lo sviluppo dell'edilizia residenziale

    1.    Nel rispetto di quest'articolo la Provincia, anche per il tramite delle società da essa controllate, promuove il progetto per la costituzione di uno o più fondi comuni di investimento immobiliare chiusi, quali strumenti per concorrere all'attuazione della politica provinciale della casa mediante la realizzazione di alloggi da destinare alle finalità indicate nell'articolo 1. I fondi possono essere costituiti anche per le finalità previste dal piano nazionale di edilizia abitativa previsto dall'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. La gestione dei fondi può essere affidata tramite procedure di evidenza pubblica o, nel rispetto del vigente ordinamento, a società a partecipazione pubblica specializzate nella gestione del risparmio, comprese quelle costituite ai sensi della legge regionale 27 febbraio 1997, n. 3 (Interventi di previdenza integrativa a sostegno dei fondi pensione a base territoriale regionale).

    2.    Per i fini del comma 1 la Provincia, le società da essa controllate e gli enti indicati nell'articolo 25, comma 1, della legge provinciale n. 3 del 2006 possono partecipare ai fondi immobiliari per lo sviluppo dell'edilizia residenziale attraverso il conferimento di propri beni immobili e mediante conferimenti in denaro. I fondi possono essere alimentati anche da finanziamenti previsti dalla legislazione statale in materia di edilizia, da finanziamenti comunitari e da finanziamenti di istituzioni e organismi dell'Unione europea.

    3.    Ai fondi possono aderire anche privati mediante conferimenti effettuati, di norma, in denaro. Se il privato conferisce beni immobili essi devono essere conformi ai criteri definiti con deliberazione della Giunta provinciale.

    4.    Con apposita deliberazione della Giunta provinciale, adottata previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, da rendersi entro trenta giorni dalla richiesta, sono definiti i criteri di partecipazione e di gestione ai fondi. La deliberazione è adottata sentito il Consiglio delle autonomie locali per quanto concerne i criteri di partecipazione degli enti locali.

    5.    I fondi immobiliari per lo sviluppo dell'edilizia residenziale perseguono l'obiettivo dell'incremento del patrimonio immobiliare nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, nonché attraverso la realizzazione di nuove opere o il recupero del patrimonio abitativo esistente.

    5 bis. Gli alloggi realizzati attraverso i fondi comuni di investimento immobiliare costituiti per le finalità del comma 1 sono destinati all'erogazione di un servizio d'interesse economico generale, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 22 aprile 2008 (Definizione di alloggio sociale ai fini dell'esenzione dall'obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea), e sono offerti prevalentemente in locazione.

    5 ter. Nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, la Provincia può concedere ai fondi comuni di investimento immobiliare costituiti per le finalità del comma 1 contributi sotto forma di compensazione, anche in annualità, nel limite di quant'è necessario per coprire i costi derivanti dagli adempimenti degli obblighi del servizio, tenendo conto dei relativi introiti e di un margine di utile ragionevole. Con deliberazione della Giunta provinciale, previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, sono stabiliti i parametri per il calcolo della compensazione, la cui misura è determinata tenendo conto dei costi connessi alla costruzione degli alloggi, alla realizzazione degli altri interventi edilizi o all'attuazione di programmi per lo sviluppo dell'edilizia residenziale che, previo accordo tra la Provincia, i comuni interessati e i soggetti ai quali è affidata la gestione dei fondi, siano volti alla realizzazione di interventi di valorizzazione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente coerenti con la politica urbanistica e infrastrutturale del territorio d'insediamento. La deliberazione disciplina i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi e per la verifica del rispetto dei limiti previsti da questo comma, nonché i casi e le modalità per la revisione della compensazione.

    5 quater. Alle aree che i fondi comuni di investimento destinano alla edificazione degli alloggi previsti dal comma 5 bis, si applica quanto previsto dall'articolo 56, comma 6, della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica provinciale). In tal caso, l'obbligo di mantenere la destinazione degli alloggi a locazione a canone moderato è assicurato per tutta la durata del fondo.

    5 quinquies. Fermo restando il criterio della prevalente offerta in locazione, nel corso della durata del fondo gli alloggi realizzati ai sensi di quest'articolo possono essere alienati, secondo i criteri e le modalità stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale, esclusivamente a favore dei soggetti in possesso dei requisiti previsti per l'accesso alla locazione a canone moderato. La predetta deliberazione disciplina inoltre la cessione degli alloggi alla fine della durata del fondo assicurandola prioritariamente a favore dei soggetti in possesso dei requisiti previsti per l'accesso alla locazione a canone moderato.

    5 sexies. Per favorire l'immediata operatività dei fondi comuni di investimento immobiliare costituiti per le finalità del comma 1, la Provincia, anche per il tramite delle società da essa controllate, può approvare un piano di acquisizione di alloggi conformi ai criteri e alle caratteristiche stabilite con la deliberazione prevista dal comma 3. All'attuazione del piano provvede il fondo comune secondo le modalità e nei limiti che la Giunta provinciale individua, in sede di affidamento della gestione del fondo, nelle linee guida del regolamento del medesimo fondo (6).

    Art. 5

    Locazione degli alloggi

    1.    Gli alloggi di cui all'articolo 4, comma 1, ad eccezione di quelli previsti dalla lettera d), sono locati da ITEA s.p.a., dalle imprese convenzionate e dai soggetti previsti dagli articoli 4, comma 5 bis, e 4 bis ai soggetti aventi diritto, previa stipula di contratti di locazione secondo quanto previsto da questa legge, nel rispetto della convenzione con gli enti locali e secondo l'ordine delle graduatorie approvate dagli enti locali medesimi; le predette graduatorie sono distinte con riguardo alle tipologie di nuclei familiari previste dall'articolo 1, comma 3, lettera c) e, rispettivamente, d). Il regolamento di esecuzione prevede l'attribuzione di punteggi aggiuntivi specifici in relazione al numero degli anni di residenza del nucleo familiare nel territorio del comune o della comunità in cui è situato l'alloggio nonché nel territorio della provincia. La Giunta provinciale, con deliberazione, può prevedere la formazione di graduatorie separate per la locazione di alloggi a giovani coppie di coniugi o conviventi more uxorio, a nubendi, a nuclei familiari con almeno un figlio minorenne a carico o a genitori legalmente separati. I contratti sono rinnovabili alle condizioni di cui al comma 3, fermo restando quanto stabilito dal comma 2 dell'articolo 6.

    1 bis. L'ordine delle graduatorie può essere derogato quando:

    a)    il comune ha ceduto a titolo gratuito l'area o l'immobile nei quali sono realizzati gli alloggi offerti in locazione; in questo caso l'ente locale propone in via prioritaria gli alloggi ai nuclei familiari presenti in graduatoria aventi la residenza nel comune al momento della presentazione della domanda;

    b)    gli alloggi sono offerti in locazione ai nuclei familiari di cui all'articolo 1, comma 3, lettera d); in questo caso i soggetti previsti dall'articolo 4, commi 5, 5 bis e 5 ter, e dall'articolo 4 bis, locano gli alloggi in loro disponibilità, nella misura del 65 per cento in via prioritaria a nuclei familiari aventi la residenza, al momento di approvazione del bando, nel comune in cui gli alloggi sono realizzati, anche prescindendo dal collocamento in posizione utile; nei casi in cui il numero degli alloggi locati secondo i predetti criteri non raggiunga la percentuale del 65 per cento, per la locazione dei residui trova applicazione la graduatoria ordinaria; dopo che sono state esperite le predette procedure il restante 35 per cento è locato a nuclei familiari presenti in graduatoria anche prescindendo dal collocamento in posizione utile.

    2.    Possono ottenere in locazione gli alloggi di cui al comma 1 i soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

    a)    cittadinanza italiana o di altro Stato appartenente all'Unione europea;

    b)    residenza anagrafica in un comune della provincia di Trento da almeno tre anni;

    c)    appartenenza ad un nucleo familiare con condizione economico-patrimoniale rientrante nei limiti massimi individuati dal regolamento di esecuzione; per l'accesso agli alloggi previsti dall'articolo 1, comma 3, lettera d), si considera il nucleo familiare destinatario dell'alloggio;

    c bis) assenza di titolarità, riconducibile per intero in capo al nucleo familiare e con riferimento al triennio precedente la data di presentazione della domanda, di un diritto esclusivo di proprietà, usufrutto o abitazione su un alloggio adeguato secondo quanto definito dal regolamento di esecuzione ; questa lettera non trova applicazione nel caso in cui è stato emesso un provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale di esclusiva proprietà del richiedente a favore dell'altro coniuge a seguito di procedimento di separazione legale.

    3.    Fermi restando i requisiti di cittadinanza e di residenza di cui al comma 2, hanno titolo al rinnovo del contratto di locazione i nuclei familiari che abbiano una condizione economico-patrimoniale rientrante nei limiti massimi previsti dal regolamento di esecuzione per la permanenza nell'alloggio e che non abbiano conseguito la disponibilità di un alloggio ai sensi del comma 2, lettera c bis).

    4.    In casi straordinari di urgente necessità, gli alloggi di cui al comma 1 sono messi a canone sostenibile a disposizione da ITEA s.p.a., in via temporanea e secondo quanto previsto dalla convenzione con gli enti locali, a soggetti individuati dagli enti locali medesimi, prescindendo dalle graduatorie previste dal comma 1.

    4 bis. Se un alloggio che è stato oggetto di risanamento o ristrutturazione non può essere locato rispettando il criterio del numero minimo e massimo di stanze e quello della superficie utile abitabile, che non può essere in nessun caso inferiore alla metratura individuata dal regolamento, l'ente locale può autorizzare la locazione dell'alloggio, seguendo l'ordine di graduatoria, ai nuclei familiari che hanno un numero di componenti minore rispetto a quello ideale, iniziando da quelli il cui numero di componenti è immediatamente inferiore. L'ordine di graduatoria può essere derogato se il numero dei componenti del nucleo familiare pregiudica, in termini di vivibilità, la permanenza nell'alloggio.

    5.    Per quanto non previsto da questa legge, ai contratti di locazione di cui al comma 1 si applicano, in quanto compatibili, le norme di diritto comune in materia di locazioni di immobili ad uso abitativo.

    5 bis. Il provvedimento dell'ente locale che autorizza la locazione degli alloggi è revocato nei casi previsti dall'articolo 9, comma 3, ad eccezione di quanto previsto alla lettera b) del predetto comma. Il superamento del requisito economico per la permanenza o la presenza di un titolo di proprietà, usufrutto o abitazione su un altro alloggio non idoneo alle peculiari condizioni di difficoltà presentate non costituiscono causa di revoca nei confronti dei nuclei familiari di cui all'articolo 6 bis, fino a quando permangono in essi i soggetti indicati nel comma 1, lettere a) e b), del medesimo articolo.

    5 ter. Il provvedimento di revoca dell'autorizzazione a locare e il provvedimento di revoca previsto dall'articolo 9, comma 3, comportano la risoluzione di diritto del contratto di locazione. I provvedimenti di revoca fissano il termine per il rilascio dell'alloggio e costituiscono, ai sensi dell'articolo 16, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 (Norme per l'assegnazione e la revoca nonché per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), titolo esecutivo nei confronti del titolare del contratto di locazione e di chiunque occupi l'alloggio (7).

    Art. 6

    Disciplina dei canoni di locazione

    1.    I canoni per gli alloggi previsti dal comma 1 dell'articolo 5 sono stabiliti nell'ambito della convenzione con gli enti locali tenendo conto:

    a)    del valore dell'immobile per gli alloggi destinati ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 3, lettera c), nel rispetto degli indicatori stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale;

    b)    del canone di mercato a metro quadro, ridotto nella misura del 30 per cento per gli alloggi destinati ai soggetti indicati nell'articolo 1, comma 3, lettera d), o, in alternativa, applicando i valori del canone concordato come definiti, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo), dall'accordo territoriale per i comuni della provincia vigente alla data di stipulazione dei contratti di locazione. Il canone di mercato a metro quadro è determinato con riferimento ai dati medi desumibili dalle più diffuse pubblicazioni in materia immobiliare e ai risultati di specifiche indagini di mercato.

    2.    Il regolamento d'esecuzione disciplina le modalità di calcolo dei canoni dovuti dai soggetti occupanti gli alloggi di cui al comma 1, comprese quelle relative alla rideterminazione provvisoria in corso d'anno a seguito di peggioramento dell'indicatore della condizione economico-patrimoniale del nucleo familiare, i casi per la permanenza negli alloggi a seguito della perdita dei requisiti, il canone di mercato nonché ogni altro aspetto connesso.

    2.1. Il canone sostenibile è rideterminato dal mese successivo a quello della presentazione della domanda di aggiornamento:

    a)    in presenza di una invalidità permanente pari o superiore al 75 per cento riconosciuta in corso d'anno, se ha determinato una diminuzione del reddito netto valutato ai fini dell'indicatore della condizione economica familiare (ICEF) uguale o superiore al 25 per cento; la predetta diminuzione deve inoltre determinare una variazione dell'ICEF superiore a 0,03 punti rispetto a quello risultante nelle dichiarazioni rese nell'ultima verifica sostenuta;

    b)    nel caso di uscita di un componente dal nucleo familiare, anche a seguito di provvedimento di separazione dell'autorità giudiziaria, se determina un indicatore ICEF inferiore o pari allo 0,13.

    2 bis. Il nucleo familiare titolare di un contratto di locazione a canone di mercato può dimostrare che la propria condizione patrimoniale è inferiore a quella massima prevista per la permanenza nell'alloggio, ottenendo, a decorrere dal mese di gennaio successivo, la stipulazione di un nuovo contratto con l'applicazione del canone sostenibile.

    2 ter. Il canone di mercato, con preclusione di utilizzare la facoltà prevista dal comma 2 bis, si applica anche ai nuclei familiari:

    a)    che si sono visti revocare il provvedimento di autorizzazione a locare ai sensi dell'articolo 5, comma 5 bis, o il provvedimento di assegnazione previsto dall'articolo 9, comma 1, con decorrenza dalla mensilità successiva alla data di adozione del provvedimento di revoca, ad eccezione della revoca per morosità a seguito della quale si applica il canone sostenibile incrementato del 30 per cento; in caso di superamento del limite di condizione economico-patrimoniale previsto per la permanenza, il canone di mercato si applica dal primo gennaio dell'anno successivo alla verifica della mancanza del requisito;

    b)    che commettono violazioni del contratto di locazione e del relativo regolamento delle affittanze, ad eccezione della morosità, e ricevono una diffida scritta da ITEA s.p.a., con decorrenza dalla mensilità successiva alla data di ricevimento della diffida e fino alla mensilità nel corso della quale è accertata la cessazione delle violazioni; decorsi i termini stabiliti nella diffida, se è accertato il persistere delle violazioni è attivato il procedimento di revoca disciplinato dall'articolo 5, commi 5 bis e 5 ter.

    3.    omissis

    4.    omissis

    4 bis. I componenti del nucleo familiare sono obbligati in solido con il titolare del contratto di locazione ai fini di quanto dovuto al locatore per la conduzione dell'alloggio occupato.

    5.    omissis

    5 bis. Se tutti i soggetti inseriti nelle vigenti graduatorie di edilizia abitativa pubblica rifiutano entro trenta giorni l'alloggio proposto o le graduatorie sono esaurite, nonché in relazione ad alloggi non aventi le caratteristiche di idoneità individuati dal regolamento di esecuzione di questa legge o di particolare pregio architettonico, storico o artistico, ITEA s.p.a., seguendo procedure di evidenza pubblica, stipula contratti di locazione ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo), anche con nuclei familiari sprovvisti dei requisiti previsti da questa legge. Con deliberazione della Giunta provinciale, previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale e del Consiglio delle autonomie locali, da rendersi entro sessanta giorni dalla richiesta, sono stabiliti criteri e casistica rispetto ai quali ITEA s.p.a. è autorizzata in casi eccezionali a locare su proposta dell'ente locale, per un periodo massimo di diciotto mesi, alloggi a nuclei familiari sprovvisti dei requisiti previsti da questa legge, caratterizzati da condizioni di particolare bisogno riscontrati dall'ente locale richiedente (8).

    Art. 6 bis

    Tutela dei soggetti deboli

    1.    I nuclei familiari che occupano alloggi sulla base di provvedimenti di assegnazione adottati ai sensi delle precedenti leggi provinciali in materia di edilizia abitativa pubblica, compresi quelli assegnati in base agli articoli 28 e 29 della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa), o di contratti di locazione stipulati ai sensi di questa legge, anche in assenza del requisito economico richiesto o in presenza di un diritto reale di proprietà, usufrutto o abitazione su un altro alloggio non idoneo alle peculiari condizioni di difficoltà presentate, hanno titolo alla permanenza nell'alloggio, attraverso la stipula o il rinnovo di un contratto di locazione, nei seguenti casi:

    a)    presenza nel nucleo familiare di un componente con grado di invalidità accertata pari o superiore al 75 per cento, oppure con accertata difficoltà a svolgere gli atti quotidiani della vita o con accertata difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età;

    b)    presenza nel nucleo familiare di almeno un componente ultrasessantacinquenne; il requisito anagrafico può essere maturato fino allo scadere dell'anno solare in cui scade il termine per il rilascio dell'alloggio assegnato dal provvedimento di revoca.

    2.    I soggetti di cui al comma 1, lettera a), possono inoltre presentare domanda per la locazione di un alloggio ai sensi di questa legge ancorché i componenti del nucleo di appartenenza siano titolari, o lo siano stati nel triennio precedente, di un diritto reale di proprietà, usufrutto o abitazione su altro alloggio non idoneo alle peculiari condizioni di difficoltà presentate.

    3.    Gli enti locali definiscono i casi in cui l'alloggio è da considerarsi non idoneo per gli effetti dei commi 1 e 2.

    4.    In assenza delle condizioni previste dal comma 1, i nuclei familiari che occupano alloggi sulla base di provvedimenti di assegnazione adottati ai sensi dell'articolo 28 della legge provinciale n. 21 del 1992 hanno titolo alla stipula di un contratto di locazione ai sensi di questa legge purché in possesso dei requisiti per la permanenza in alloggio pubblico al 31 dicembre 2008 (9).

    Art. 6 ter

    Alloggi dei comuni e delle IPAB destinati ad edilizia abitativa pubblica

    1.    Gli enti locali autorizzano i comuni e le IPAB o le aziende pubbliche per i servizi alla persona, proprietari di alloggi soggetti a vincolo di destinazione ai sensi delle leggi provinciali 18 giugno 1990, n. 16 (Interventi di edilizia abitativa a favore di persone anziane e modificazioni alle leggi provinciali in materia di edilizia abitativa e alla legge provinciale 14 settembre 1979, n. 8, concernente "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Provincia autonoma di Trento"), e 12 luglio 1991, n. 14 (Ordinamento dei servizi socio-assistenziali in provincia di Trento), a locare gli alloggi medesimi ai soggetti inseriti nelle graduatorie redatte ai sensi di questa legge. Gli immobili soggetti al vincolo della legge provinciale n. 16 del 1990 sono offerti in via prioritaria ai soggetti con più di sessantacinque anni seguendo l'ordine di graduatoria. Il contratto di locazione è stipulato a canone sostenibile calcolato secondo le modalità previste da questa legge.

    2.    I canoni soggettivi relativi a contratti di locazione degli alloggi di cui al comma 1, stipulati sulla base della previgente normativa, sono aggiornati secondo le modalità di cui all'articolo 9.

    3.    Il cambio degli alloggi si svolge con le modalità previste dal regolamento di esecuzione di questa legge per gli alloggi di ITEA s.p.a. L'ente locale che autorizza il cambio di alloggio è tenuto a corrispondere al soggetto proprietario un rimborso forfetario per il ripristino dell'alloggio in misura pari a quella convenzionalmente riconosciuta per il cambio di alloggio di ITEA s.p.a. (10).

    Art. 7

    Costituzione dell'Istituto trentino per l'edilizia abitativa - società per azioni

    1.    L'Istituto trentino per l'edilizia abitativa (ITEA), disciplinato dalla legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa), è trasformato nell'Istituto trentino per l'edilizia abitativa - società per azioni (ITEA s.p.a.) e le relative azioni sono poste in capo alla Provincia. La trasformazione ha effetto dalla data di iscrizione di ITEA s.p.a. nel registro delle imprese.

    2.    La Giunta provinciale è autorizzata ad adottare l'atto costitutivo e lo statuto della società e a procedere ad ogni altro adempimento necessario alla sua costituzione, nel rispetto della disciplina dettata dal codice civile e dalle altre leggi vigenti in materia.

    3.    ITEA s.p.a. opera in qualità di soggetto erogatore del servizio di edilizia sociale, in particolare, per le seguenti finalità:

    a)    la gestione del patrimonio abitativo di sua proprietà o comunque in sua disponibilità per la locazione di alloggi a nuclei familiari aventi titolo alle provvidenze previste dall'articolo 1;

    b)    il reperimento di ulteriori alloggi per le finalità di cui alla lettera a);

    c)    il reperimento dei mezzi finanziari necessari per il perseguimento delle finalità di questa legge, anche attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio;

    d)    il reperimento, sotto qualsiasi forma, di alloggi anche collettivi da destinare a utenti con esigenze di natura temporanea, a condizione che la gestione di quest'area di attività sia contabilmente separata e che non produca perdite nel bilancio economico della società.

    4.  Lo statuto della società prevede inoltre, in particolare:

    a)    la sottoscrizione dell'intero capitale sociale da parte della Provincia, dei comuni e delle loro forme associative;

    b)    l'obbligo di osservare gli atti di programmazione generale e d'indirizzo della Provincia nonché gli atti di programmazione degli enti locali;

    c)    la stipulazione delle convenzioni e degli accordi di programma previsti da questa legge in coerenza con i programmi e gli indirizzi di cui alla lettera b); in ogni caso l'attività della società è dedicata alle finalità di questa legge in via prevalente e comunque nel rispetto delle norme comunitarie;

    d)    il governo della società, prevedendo anche le modalità per assicurare il coinvolgimento o la partecipazione dei comuni;

    e)    la presenza nel collegio sindacale della società di un componente designato dalle minoranze del Consiglio provinciale.

    5.    All'ITEA s.p.a. possono essere affidate direttamente dalla Provincia e dai suoi enti funzionali, nonché dai comuni, dalle loro forme associative e dai loro enti funzionali:

    a)    la gestione di strutture di loro proprietà destinate a servizi pubblici di competenza degli enti medesimi, sulla base di un'apposita convenzione, fermo restando l'obbligo della società di osservare le norme comunitarie in materia di appalti di lavori, di forniture e di servizi;

    b)    le funzioni di stazione appaltante ai sensi della normativa comunitaria per la realizzazione di strutture da destinare a servizi pubblici di competenza degli enti;

    c)    altre attività ritenute utili al perseguimento delle finalità di questa legge, nel rispetto del diritto comunitario.

    6.    Lo statuto di ITEA s.p.a. può prevedere altresì la facoltà, nel rispetto dell'ordinamento comunitario, di assumere la gestione di alloggi anche appartenenti a soggetti privati.

    7.    Il personale dell'ITEA con contratto di lavoro a tempo indeterminato è inquadrato presso la Provincia e contestualmente messo a disposizione di ITEA s.p.a. ovvero, a richiesta del personale medesimo, trasferito alla società stessa.

    8.    In relazione alle unità di personale che sono inquadrate presso la Provincia in applicazione del comma 7 sono aumentati di pari numero i posti della dotazione complessiva del personale.

    9.    ITEA s.p.a. subentra nei rapporti di lavoro del personale a tempo determinato in essere il giorno antecedente alla data di trasformazione dell'ITEA fino alla loro naturale scadenza.

    10.  Il regolamento di esecuzione di questa legge disciplina:

    a)    i tempi e le modalità del trasferimento del personale dell'ITEA alla Provincia e la contestuale messa a disposizione di ITEA s.p.a.; i conseguenti rapporti finanziari e organizzativi tra la Provincia e la società sono regolati d'intesa tra i due enti. Il personale trasferito alla Provincia può comunque chiedere di essere assunto presso la società entro centoventi giorni dall'adozione da parte del consiglio d'amministrazione della deliberazione che individua il contratto collettivo di cui alla lettera b);

    b)    le modalità di consultazione delle organizzazioni sindacali anche in materia di disciplina contrattuale del rapporto di lavoro del personale dipendente dalla società; il trattamento di fine rapporto maturato dal personale trasferito è riconosciuto dalla Provincia secondo quanto previsto dall'articolo 9 della legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2; il suddetto trattamento di fine rapporto si cumula a tutti gli effetti, per i periodi successivi, con il trattamento di fine rapporto maturato presso la Provincia; l'ammontare del fondo per il trattamento di fine rapporto riferito al personale dell'ITEA che si trasferisce alle dipendenze di ITEA s.p.a. è posto a carico della suddetta società.

    11.  I beni già di proprietà dell'ITEA mantengono il vincolo di destinazione alle finalità di edilizia residenziale pubblica fatto salvo quanto diversamente stabilito dall'ente locale competente.

    12.  Per le finalità di questa legge l'ITEA s.p.a. può avvalersi delle procedure espropriative disciplinate dalla legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 6 (Norme sulla espropriazione per pubblica utilità), anche per riordinare il patrimonio immobiliare a essa conferito dalla Provincia. Spettano ad ITEA s.p.a. le prerogative già spettanti ad ITEA in base alla normativa vigente.

    12 bis. Per la copertura degli oneri conseguenti all'attuazione della politica provinciale per la casa la Provincia può assegnare a ITEA s.p.a. finanziamenti a fondo perduto o in conto capitale a sostegno dei programmi d'investimento e dei piani per la provvista dei finanziamenti contratti a tale fine da ITEA s.p.a., nonché per l'espletamento delle attività di cui all'articolo 1, comma 5, e all'articolo 7, comma 5. Per i fini previsti dall'articolo 4, comma 1, con le deliberazioni di assegnazione dei finanziamenti sono individuate le modalità di impiego delle risorse e la misura da destinare alla ristrutturazione e la messa a norma degli alloggi di proprietà o in disponibilità di ITEA s.p.a.

    12 ter. I contributi in conto capitale previsti dal comma 12 bis possono essere concessi anche nella forma di contributi annui costanti, determinati in modo che il relativo valore attuale sia pari all'ammontare dei contributi in conto capitale. In sede di assegnazione dei contributi annui la Giunta provinciale può stabilire la loro irrevocabilità. L'eventuale recupero di questi contributi è disposto dalla Provincia prevedendone la compensazione su finanziamenti disposti ai sensi dell'articolo 3, comma 9.

    12 quater. La Provincia, tenuto conto delle funzioni affidate, è autorizzata a concedere a ITEA s.p.a. finanziamenti per la copertura o il rimborso di costi individuati con deliberazione della Giunta provinciale.

    12 quinquies. La Provincia può disporre la permuta di beni del patrimonio immobiliare di sua proprietà, anche di natura alloggiativa, con beni del patrimonio immobiliare di ITEA s.p.a. I predetti beni acquisiti dalla Provincia possono essere ceduti a titolo gratuito agli enti locali secondo criteri, modalità e vincoli eventualmente stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.

    12 sexies. Per la copertura dei finanziamenti previsti dal comma 12 quater si utilizzano le risorse dell'unità previsionale di base 65.5.210 del bilancio di previsione oppure, per le tipologie di oneri previsti dall'articolo 43 bis della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Provincia autonoma di Trento), quote degli stanziamenti autorizzati ai sensi del medesimo articolo (11).

    Art. 8

    Fondo provinciale casa

    1.    Per l'attuazione della politica provinciale della casa di cui all'articolo 1 è istituito il fondo provinciale casa.

    2.    Il fondo provinciale casa è alimentato da:

    a)    le somme a carico del bilancio provinciale, stabilite previa intesa acquisita in seno alla Conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomie locali;

    b)    i fondi statali spettanti alla Provincia e ai comuni ai sensi delle leggi vigenti e dell'articolo 5 della legge 30 novembre 1989, n. 386 (Norme per il coordinamento della finanza della Regione Trentino - Alto Adige e delle province autonome di Trento e di Bolzano con la riforma tributaria);

    c)    omissis

    3.    Sulla base dell'intesa complessiva per la finanza locale provinciale definita ai sensi dell'articolo 81 dello Statuto d'autonomia, il fondo provinciale casa è ripartito annualmente tra la Provincia e gli enti locali sulla base, in particolare, dei fabbisogni rilevati tenuto conto delle domande nonché degli standard minimi fissati dalla Giunta provinciale e di ogni altro costo a carico degli enti locali derivante dall'attuazione degli interventi di politica della casa previsti dal regolamento di esecuzione. Le somme versate al fondo provinciale casa ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e 5, sono ripartite tra la Provincia e gli enti locali separatamente, tenendo conto, in particolare, dei fabbisogni derivanti dall'obbligo di restituzione.

    4.    Il riparto di cui al comma 3 tiene conto delle somme erogate dalla Provincia ad ITEA s.p.a. ai sensi dell'articolo 3, comma 9, e dell'articolo 7, comma 12 bis, e l'intesa prevista dal medesimo comma 3 individua altresì, per ciascun ente locale competente, il limite di spesa annua per la concessione dei contributi integrativi, ivi compresi quelli la cui erogazione è effettuata direttamente dalla Provincia (12).

    Art. 9

    Disposizioni transitorie e di prima applicazione

    1.    I provvedimenti di assegnazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica adottati fino al 31 dicembre 2007 mantengono la loro efficacia anche successivamente a tale data, secondo la disciplina prevista da quest'articolo.

    2.    A decorrere dalla data di trasformazione di ITEA in ITEA s.p.a. la società medesima subentra all'ITEA nei contratti stipulati a seguito dei provvedimenti di assegnazione previsti dal comma 1.

    3.    L'ente locale dispone la revoca dei provvedimenti di cui al comma 1 nei seguenti casi:

    a)    superamento, da parte del nucleo familiare del soggetto assegnatario, del limite di condizione economico-patrimoniale previsto per la permanenza negli alloggi ai sensi dell'articolo 5, comma 3; la revoca non è disposta se il superamento del limite è determinato dal beneficio conseguito per effetto della detrazione per gli alloggi sociali prevista dal decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47 (Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, ferma restando l'applicazione del canone di mercato;

    a bis) acquisizione del diritto di proprietà, di usufrutto o di abitazione su altro alloggio ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettere d) ed e) della legge provinciale n. 21 del 1992 nel caso di immobili la cui disponibilità sia conseguita fino al 30 giugno 2007, ovvero di cui all'articolo 5, comma 2, lettera c bis) nel caso di immobili la cui disponibilità sia conseguita successivamente a detta data;

    b)    qualora cessi di far parte del nucleo familiare per qualsiasi motivo il soggetto assegnatario ovvero il medesimo soggetto abbandoni l'alloggio o trasferisca la residenza;

    c)    cessione dell'alloggio in tutto o in parte in sublocazione a terzi, nonché gravi e ripetute violazioni delle condizioni contrattuali;

    d)    mancata collaborazione nella verifica delle condizioni economico-patrimoniali;

    d bis) gli ulteriori casi definiti dal regolamento di esecuzione in relazione a:

    1)    mancata occupazione dell'alloggio per un periodo continuativo di almeno novanta giorni senza autorizzazione di ITEA s.p.a.;

    2)    mancata osservanza delle disposizioni per il subentro nel contratto di locazione;

    3)    rifiuto del trasferimento in un altro alloggio di ITEA s.p.a. nei casi di mobilità coattiva;

    4)    ospitalità o inserimento nel nucleo familiare anagrafico di ulteriori componenti senza preventiva autorizzazione di ITEA s.p.a. esclusi i figli nati dopo l'occupazione dell'alloggio;

    5)    utilizzo improprio o illecito dell'alloggio.

    4.    A seguito del provvedimento di revoca adottato per le motivazioni di cui al comma 3, lettere a) e a bis), l'assegnatario e il suo nucleo familiare sono tenuti a rilasciare l'alloggio entro il termine massimo di un anno, salvo proroga eccezionale di un ulteriore anno per gravi e giustificati motivi; si applica peraltro, in tale caso, quanto previsto dall'articolo 6, comma 2, secondo e terzo periodo.

    5.    Nei casi di revoca previsti dal comma 3, lettera b), il nucleo familiare ha titolo a stipulare con ITEA s.p.a. un contratto di locazione secondo quanto previsto dall'articolo 5, purché in esso sia presente il coniuge o convivente more uxorio dell'assegnatario fuoriuscito o almeno uno dei suoi componenti ne faccia parte da più di due anni; al medesimo nucleo familiare è altresì corrisposto il contributo integrativo previsto dall'articolo 3, ove spettante ai sensi del medesimo articolo.

    5 bis. Nei casi di revoca previsti dal comma 3, lettera c), il provvedimento di revoca stabilisce il termine, comunque non superiore a un anno dalla data della sua adozione, entro il quale il nucleo familiare è tenuto a rilasciare l'alloggio; a decorrere dalla mensilità successiva alla data di adozione del provvedimento di revoca si applica il canone di cui all'articolo 6, comma 2.

    5 ter. Nei casi di revoca previsti dal comma 3, lettera d), si applica il comma 5 bis, fatta salva la facoltà per il nucleo familiare di presentare, entro la scadenza del termine per il rilascio dell'alloggio, la documentazione attestante il possesso dei requisiti per la permanenza nell'alloggio ai fini della stipula di un contratto di locazione ai sensi di questa legge.

    6.    In prima applicazione di questa legge i canoni oggettivi stabiliti ai sensi della legge provinciale n. 21 del 1992 con riguardo ai contratti di cui al comma 2 sono aggiornati secondo i criteri previsti dall'articolo 6, comma 1, e con le modalità stabilite dal regolamento di esecuzione.

    7.    Gli assegnatari degli alloggi ai sensi del comma 1 devono corrispondere, per l'anno 2008, un canone soggettivo pari al canone soggettivo corrisposto per il mese di dicembre 2007, aumentato in base all'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, fatta salva la possibilità di diminuzione in caso di peggioramento significativo della condizione reddituale del nucleo familiare che occupa l'alloggio. A decorrere dal 2009 gli assegnatari devono corrispondere un canone soggettivo pari al canone sostenibile calcolato ai sensi di questa legge. Tuttavia, ad eccezione dei nuclei familiari che rifiutano il trasferimento in un alloggio di dimensioni idonee, il canone che essi devono corrispondere per gli anni dal 2009 al 2013 non può eccedere rispettivamente del 12, 24, 36, 48 e 60 per cento l'importo di quello dovuto per il mese di dicembre 2008. Questo comma si applica anche quando il provvedimento di concessione dell'alloggio ai sensi della legge provinciale n. 21 del 1992 viene meno in seguito alla stipulazione con il nucleo familiare di un contratto di locazione a canone sostenibile ai sensi di questa legge.

    8.    Per l'anno 2008 gli enti locali non dispongono revoche dei provvedimenti di assegnazione degli alloggi per il caso previsto dal comma 3, lettera a).

    8 bis. Con deliberazione della Giunta provinciale sono stabiliti l'indice ISTAT e i casi di diminuzione del canone per l'anno 2008 ai sensi del comma 7, nonché ogni altro elemento necessario a definire le condizioni per la permanenza negli alloggi pubblici da parte dei soggetti assegnatari ai sensi del comma 1.

    9.    A decorrere dalla data di trasformazione di ITEA in ITEA s.p.a. la Provincia, per conto degli enti locali in relazione a quanto disposto dall'articolo 3, comma 9, corrisponde alla società la differenza tra il canone oggettivo e il canone soggettivo, come determinati ai sensi, rispettivamente, dei commi 6 e 7. Anche in tali casi si applica quanto disposto dal secondo periodo del medesimo comma 9 dell'articolo 3.

    9 bis. Su richiesta degli enti locali competenti la Provincia può stipulare in loro nome e per loro conto le convenzioni di cui all'articolo 1, comma 5, e all'articolo 7, comma 5.

    9 ter. Gli interventi programmati ai sensi dell'articolo 25 bis della legge provinciale n. 21 del 1992 e già parzialmente realizzati sono completati da ITEA s.p.a. con le modalità previste dal medesimo articolo, ancorché abrogato.

    10.  omissis

    11.  Alla revoca del provvedimento di assegnazione ai sensi di quest'articolo provvede l'ente locale; in tal caso continua a trovare applicazione quanto previsto dall'articolo 27, comma 5, della legge provinciale n. 21 del 1992, ancorché abrogato. Analogamente spetta all'ente locale la verifica della condizione economico-patrimoniale, fatta salva la possibilità di avvalersi di ITEA s.p.a. previa convenzione.

    12.  I provvedimenti di sospensione delle revoche dell'assegnazione già adottati ai sensi della legge provinciale n. 21 del 1992 mantengono la loro efficacia fino a quando permangono le condizioni che li hanno determinati.

    13.  Ai nuclei familiari che fruiscono di integrazioni al canone ai sensi dell'articolo 33 bis della legge provinciale n. 21 del 1992 tale beneficio è erogato anche per l'anno 2008, fatta salva l'ipotesi di ammissione ai benefici previsti da questa legge.

    13 bis. A decorrere dal 1° gennaio 2008 gli assegnatari in via temporanea di un alloggio pubblico ai sensi dell'articolo 28 della legge provinciale n. 21 del 1992 hanno titolo, alle condizioni previste dal regolamento di esecuzione, alla stipula di un contratto di locazione ai sensi dell'articolo 5 della presente legge.

    13 ter. A decorrere dal 1° gennaio 2010 e fino a diversa disposizione è sospesa l'applicazione dell'articolo 3, comma 8, lettera c). Il presente comma non si applica con riferimento ai benefici già concessi prima del 1° gennaio 2010 ai nuclei familiari indicati nell'articolo 3, comma 3, lettere b) e c). In via transitoria, nel medesimo periodo e con riferimento alle domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2010, il contributo integrativo concesso ai nuclei familiari indicati nell'articolo 3, comma 3, lettere b) e c), è disciplinato con le modalità individuate da una deliberazione della Giunta provinciale, adottata previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, che individua, in particolare, il limite massimo della condizione economica per l'accesso all'agevolazione, la sua durata e i suoi importi minimi e massimi, nel rispetto del primo periodo di questo comma.

    14.  I pareri del Consiglio delle autonomie locali previsti da questa legge, fino alla sua costituzione, sono sostituiti dai pareri dell'organismo più rappresentativo dei comuni in ambito provinciale. Le intese previste da questa legge in seno alla Conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomie locali, fino alla sua costituzione, sono sostituite:

    a)    da intese tra Provincia e rappresentanza unitaria dei comuni ai sensi dell'articolo 81 dello Statuto d'autonomia, nel caso esse abbiano ad oggetto la definizione o il riparto dei fondi;

    b)    da intese tra la Provincia e l'organismo maggiormente rappresentativo dei comuni in ambito provinciale in tutti gli altri casi.

    15.  In attesa della trasformazione in società per azioni, ITEA può adottare un bilancio riferito al solo esercizio 2006 sulla base di specifiche direttive della Giunta provinciale relative all'impostazione del bilancio medesimo; le medesime direttive possono prevedere, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 43 (Disposizioni inerenti il bilancio annuale 2005 e pluriennale 2005-2007 dell'Istituto trentino per l'edilizia abitativa) della legge provinciale 10 febbraio 2005, n. 1, che ITEA adotti un bilancio che rispetti il solo equilibrio finanziario.

    15 bis. Nel periodo previsto dal comma 9 dell'articolo 3, i cambi degli alloggi sono richiesti ad ITEA s.p.a. che vi provvede senza necessità di preventiva autorizzazione dell'ente locale; nel caso il cambio sia richiesto da nuclei familiari che, sulla base di un accordo reciproco, intendono trasferirsi l'uno nell'alloggio dell'altro, il cambio dell'alloggio è disposto da ITEA s.p.a. unicamente tenuto conto dei bisogni dei nuclei familiari e delle esigenze di razionalizzazione del patrimonio abitativo di ITEA s.p.a. purché l'operazione non comporti costi a carico della società o dell'ente locale.

    15 ter. A decorrere dal 1° gennaio 2015 il canone sostenibile non può essere inferiore a 40 euro e, per i nuclei familiari aventi i requisiti previsti per la permanenza negli alloggi, non può essere superiore al canone oggettivo dell'alloggio occupato. Il regolamento di esecuzione può determinare il canone sostenibile tenendo conto, oltre che della condizione economico-patrimoniale del nucleo familiare, anche della classe energetica dell'immobile.

    15 quater. I titolari di contratti di locazione con patto di futura vendita stipulati ai sensi delle leggi provinciali previgenti, destinatari di un provvedimento di revoca dell'atto di assegnazione, possono chiedere la cessione in proprietà dell'alloggio locato. Il prezzo di cessione è stabilito da ITEA s.p.a. al valore di mercato, tenuto conto dell'occupazione dell'alloggio, ed è diminuito delle quote mensili di riscatto, risultanti dal contratto di locazione, già versate alla società alla data di acquisto dell'alloggio, rivalutate dalle date dei rispettivi versamenti sino a quella d'acquisto. La mancata accettazione del prezzo di cessione, entro il termine massimo di sessanta giorni dal ricevimento della proposta formulata da ITEA s.p.a., comporta la decadenza del diritto d'acquisto dell'alloggio (13).

    Art. 10

    Fondi di garanzia a sostegno dell'accesso all'abitazione

    1.    La Provincia è autorizzata ad assegnare specifici finanziamenti ad associazioni e ad altri soggetti senza scopo di lucro da destinare alla costituzione o all'incremento di fondi di garanzia la cui creazione sia prevista dagli statuti dei predetti soggetti nel caso in cui tali fondi siano finalizzati a creare strumenti di garanzia per agevolare la stipulazione di contratti di locazione tra proprietari e soggetti con condizione sociale o economico-patrimoniale tale da ostacolare il loro accesso alla locazione.

    2.    I finanziamenti sono assegnati previa stipula di apposita convenzione e secondo criteri e modalità previsti con deliberazione della Giunta provinciale adottata previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomie locali, ove costituita; la convenzione può disciplinare, in particolare:

    a)    i requisiti dei soggetti previsti dal comma 1 e i contenuti minimi dei relativi statuti;

    b)    la misura della eventuale compartecipazione alla costituzione e all'incremento dei fondi da parte dei soggetti assegnatari dei finanziamenti;

    c)    l'assunzione dell'obbligo da parte dei predetti soggetti di rispettare le direttive della Giunta provinciale di carattere generale per l'erogazione delle garanzie;

    d)    le modalità di rendicontazione;

    e)    i casi e le modalità di revoca, anche parziale, dei finanziamenti concessi;

    f)     le modalità di restituzione alla Provincia, nel caso di scioglimento del soggetto assegnatario dei finanziamenti, del residuo del fondo di garanzia nei limiti delle somme apportate dalla Provincia medesima (14).

    Art. 11

    Regolamento di esecuzione

    1.    Le norme di esecuzione di questa legge sono stabilite con regolamento da adottare, previo parere del Consiglio delle autonomie locali e della competente commissione permanente del Consiglio provinciale; ove i predetti pareri non siano rilasciati entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta il regolamento può essere comunque approvato.

    2.    Il primo regolamento di esecuzione di questa legge è approvato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima secondo le procedure previste dal comma 1, su proposta non vincolante di un apposito comitato nominato dalla Giunta provinciale. Ove il comitato non formuli la proposta entro novanta giorni dalla data della sua costituzione la Giunta provinciale può prescindere da tale proposta.

    3.    Il comitato previsto dal comma 2 è nominato dalla Giunta provinciale entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore di questa legge. Nel caso in cui, a tale data, non siano ancora pervenute le designazioni previste da questo comma, la Giunta provinciale può comunque procedere a nominare il comitato, fatta salva la successiva integrazione dello stesso con i componenti mancanti. Il comitato è composto da:

    a)    l'assessore competente per materia, con funzioni di presidente;

    b)    sei componenti designati dall'assessore competente per materia;

    c)    tre componenti designati dalle minoranze del Consiglio provinciale;

    d)    un componente designato dal Consiglio delle autonomie locali, ove costituito, ovvero dall'organizzazione maggiormente rappresentativa dei comuni trentini;

    e)    tre componenti designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

    4.    Il regolamento di esecuzione prevede che per l'accesso ai benefici previsti da questa legge e per il calcolo del canone di locazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica non si tiene comunque conto del reddito e della condizione economico-patrimoniale delle persone che sono ospiti dei beneficiari o degli assegnatari degli alloggi anche in via continuativa e stabile e ivi residenti, quando l'ospitalità è finalizzata a scopi di assistenza sulla base di un rapporto di lavoro a tempo pieno ed esclusivo o è prevista nell'ambito di progetti di coabitazione supportati dal servizio di salute mentale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Agli stessi fini, nella determinazione della condizione economico-patrimoniale del nucleo si tiene conto della condizione economico-patrimoniale del coniuge non facente parte del nucleo, se esso non è legalmente separato o non è residente presso strutture sanitarie o socio-assistenziali. (15).

    Art. 12

    Abrogazioni

    1.    A decorrere dalle date previste dal regolamento di esecuzione di questa legge sono abrogate le seguenti disposizioni della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21, come da ultimo modificata dall'articolo 5 della legge provinciale 22 dicembre 2004, n. 13:

    a)    il capo IV del titolo I;

    b)    il capo II del titolo II;

    c)    il capo III del titolo II;

    d)    la sezione IV del capo I del titolo III.

    2.    Le disposizioni della legge provinciale n. 21 del 1992 non abrogate dal comma 1 si applicano in quanto compatibili con questa legge.

    3.    Il capo III del titolo II della legge provinciale n. 21 del 1992 continua ad applicarsi in relazione agli immobili per cui, alla data di entrata in vigore di questa legge, è già intervenuta la presentazione della domanda da parte dell'interessato. A decorrere dalla data di costituzione di ITEA s.p.a. i proventi derivanti dalla cessione dei predetti alloggi sono introitati da tale società.

    4.    Le graduatorie per l'edilizia abitativa pubblica approvate prima delle date individuate ai sensi del comma 1 conservano la propria validità fino all'approvazione delle nuove graduatorie da parte degli enti locali ai sensi di questa legge, secondo quanto previsto dal regolamento.

    5.    A decorrere dalla data prevista dal regolamento di esecuzione di questa legge sono abrogati:

    a)    il comma 4 dell'articolo 3 della legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16 (Interventi di edilizia abitativa a favore di persone anziane e modificazioni alle leggi provinciali in materia di edilizia abitativa e alla legge provinciale 14 settembre 1979, n. 8, concernente "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Provincia autonoma di Trento");

    b)    il comma 2 dell'articolo 92 della legge provinciale n. 21 del 1992;

    c)    l'articolo 4 della legge provinciale n. 16 del 1990;

    d)    l'articolo 93 della legge provinciale n. 21 del 1992.

    6.    Il regolamento di esecuzione può prevedere la formazione di graduatorie separate per l'assegnazione di alloggi ai nuclei familiari comprendenti i soggetti previsti dall'articolo 2, comma 1, della predetta legge provinciale n. 16 del 1990.

    Art. 12 bis

    Misure straordinarie di localizzazione di alloggi

    1.    Al fine di assicurare, per il triennio 2009-2011, misure urgenti e indifferibili di realizzazione del piano straordinario di intervento per l'incremento degli alloggi dell'ITEA s.p.a. previsto dall'articolo 4, comma 7, anche a fini anticongiunturali, la Giunta provinciale approva, anche per stralci territoriali, un programma triennale di attuazione del piano straordinario medesimo. Il programma individua su scala comprensoriale o di comunità, se la comunità è costituita, nonché su scala comunale il fabbisogno quantitativo di alloggi. Il programma è approvato su proposta di un comitato nominato dalla Giunta provinciale e composto da sei membri designati per metà dal Consiglio delle autonomie locali; qualora il comitato non effettui la proposta entro novanta giorni dalla sua costituzione, la Giunta provinciale può procedere comunque all'approvazione del programma prescindendo dalla proposta. Il programma può prevedere che una quota del fabbisogno di alloggi possa essere soddisfatta mediante l'acquisizione di patrimonio edilizio esistente, indicandone i relativi tempi e modalità. Per la elaborazione della proposta di programma sono assicurate idonee forme di consultazione dei comuni interessati.

    2.    I comuni territorialmente interessati provvedono alla conseguente localizzazione delle aree necessarie alla realizzazione degli alloggi mediante variante di adeguamento del piano regolatore generale. Alle varianti di adeguamento del piano regolatore generale si applicano le procedure previste per le singole opere pubbliche dall'articolo 148, comma 5, della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (Pianificazione urbanistica e governo del territorio), fatto salvo quanto previsto da quest'articolo.

    3.    I comuni interessati procedono alla prima adozione della variante di cui al comma 2 entro novanta giorni dalla data di ricezione del programma di cui al comma 1, e alla adozione definitiva della stessa entro novanta giorni dalla prima adozione.

    4.    Se i comuni non provvedono ai singoli adempimenti previsti dal comma 3 nei termini ivi indicati, la Giunta provinciale vi provvede in via sostitutiva, direttamente o tramite nomina di un commissario ad acta, anche con riguardo a tutte le fasi procedurali successive a quella oggetto di inadempimento. Se la Giunta provinciale provvede direttamente in via sostitutiva, si osservano le disposizioni stabilite da quest'articolo e dalle norme da esso richiamate, intendendosi sostituiti i riferimenti all'ordinamento e all'assetto organizzativo dei comuni con quello all'ordinamento e all'assetto organizzativo della Provincia; in tal caso è preventivamente acquisito il parere del Consiglio delle autonomie locali.

    5.    Il programma previsto dal comma 1 può stabilire termini più ampi rispetto a quelli previsti dai commi 2, 3 e 4 per l'adempimento degli obblighi ivi stabiliti.

    6.    Fermo restando il rispetto dei termini previsti da quest'articolo, ai fini della localizzazione delle aree i comuni possono procedere, d'intesa tra loro, a forme compensative del fabbisogno quantitativo di alloggi a ciascuno riferibile (16).

    Art. 13

    Modificazioni della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa)

    omissis (17)

    4.    Le modificazioni all'articolo 4, comma 1, lettera c), della legge provinciale n. 21 del 1992, introdotte dal comma 1, trovano applicazione per le domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2006. L'approvazione delle graduatorie con riguardo alle domande presentate dopo il 1° gennaio 2006 costituisce revisione delle graduatorie permanenti ai sensi della predetta legge provinciale n. 21 del 1992 e della legge provinciale 18 giugno 1990, n. 16; con riferimento alle domande presentate dal 1° gennaio 2006 l'avvenuto acquisto dell'immobile ovvero la realizzazione delle opere prima della data di presentazione della domanda non costituisce causa ostativa alla concessione del contributo nel caso in cui il richiedente risulti già inserito nella graduatoria immediatamente precedente.

    5.    Le modificazioni all'articolo 26 della legge provinciale n. 21 del 1992 previste dal comma 3 trovano applicazione con riguardo ai canoni dovuti a decorrere dal 1° gennaio 2006.

    Art. 13 bis

    Cessione degli alloggi ITEA s.p.a. agli ex soci della Cooperativa servizio casa s.c.a.r.l.

    1.    A conclusione del progetto straordinario predisposto ai sensi dell'articolo 85, comma 3, della legge provinciale n. 21 del 1992 ITEA s.p.a. è autorizzata a cedere agli ex soci della Cooperativa servizio casa s.c.a.r.l. gli alloggi acquisiti in base alle deliberazioni della Giunta provinciale 28 giugno 2002, n. 1479 e 15 novembre 2002, n. 2825.

    2.    Il prezzo di cessione degli appartamenti di cui al comma 1 corrisponde al valore pagato da ITEA s.p.a. per l'acquisto, incrementato delle spese sostenute per gli interventi di manutenzione straordinaria, e/o di completamento dei lavori, aumentato degli oneri fiscali e notarili sostenuti, nonché del contributo provinciale concesso. Il contributo provinciale è parificato a quanto i soci avrebbero dovuto restituire alla Provincia alla data del 31 dicembre 2001, ai sensi delle lettere a) e b) del comma 6 dell'articolo 40 dell'allegato B della deliberazione della Giunta provinciale 29 marzo 1993, n. 3998, recante disposizioni attuative della legge provinciale n. 21 del 1992.

    3.    La cessione è subordinata alla verifica del possesso da parte dell'assegnatario dei requisiti per la permanenza nel godimento dell'alloggio con esclusione del requisito del reddito.

    4.    Per i contratti già stipulati in difformità a quanto previsto da quest'articolo, ITEA s.p.a. restituisce agli ex soci della Cooperativa servizio casa s.c.a.r.l. la differenza tra il prezzo di cessione determinato ai sensi del comma 2 e quanto incassato (18).

    Art. 14

    Disposizioni finanziarie

    1.    Per i fini di cui agli articoli 3, comma 9, 9, comma 9, e 10, comma 1, è autorizzata la spesa di 21.000.000 di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2006 e 2007.

    2.    Per gli esercizi finanziari successivi si provvederà con legge finanziaria.

    3.    Alla copertura dell'onere di cui al comma 1 si provvede con riduzione di pari importo e per i medesimi esercizi finanziari del fondo per nuove leggi - spese in conto capitale (unità previsionale di base 85.10.210).

    4.    La Giunta provinciale è autorizzata ad apportare al bilancio le variazioni conseguenti a questa legge, ai sensi dell'articolo 27, terzo comma, della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Provincia autonoma di Trento).

    note

    (1)   Vedi anche l'art. 18 quinquies, comma 4 della l.p. 5 settembre 1991, n. 22, nonché gli articoli 4 e 5 della l.p. 29 ottobre 2009, n. 12.

    (2)   Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 43, comma 1 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27 (per una disposizione transitoria connessa a questa modificazione vedi lo stesso art. 43, comma 10), dall'art. 34 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 76 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 6 della l.p. 3 giugno 2015, n. 9.

    (3)   Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 76 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 17 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.

    (4)   Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 43 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 34 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18 e dall'art. 53 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.

    (5)   Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 7 della l.p. 11 giugno 2010, n. 12, dall'art. 43 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 34 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 76 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 29 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 21.

    (6)   Articolo aggiunto dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19 e così modificato dall'art. 34 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18.

    (7)   Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 43 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 34 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 60 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25, dall'art. 76 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 6 della l.p. 3 giugno 2015, n. 9. Vedi però l'art. 4 della l.p. 29 ottobre 2009, n. 12.

    (8)   Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 54 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 43 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 34 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 60 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25 e dall'art. 53 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1. Per la deliberazione prevista dal comma 5 bis vedi la deliberazione della giunta provinciale 30 aprile 2010, n. 1005 (b.u. 1 giugno 2010, n. 22). Con sentenza 14 luglio 2015, n. 151 (g.u. 22 luglio 2015, I serie speciale, n. 29) la corte costituzionale ha dichiarato inammissibile una questione di costituzionalità che riguardava il comma 2.1 (aggiunto dall'art. 53 della l.p. n. 1 del 2014), lettere a) e b).

    (9)   Articolo aggiunto dall'art. 27 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, così modificato dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19 e dall'art. 53 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.

    (10)  Articolo aggiunto dall'art. 27 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2.

    (11)  Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 54 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 21 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16, dall'art. 27 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 43 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 6 della l.p. 3 giugno 2015, n. 9 e dall'art. 12 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 19.

    (12)  Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 54 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23 e dall'art. 34 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18. Vedi anche l'art. 13, comma 8 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3.

    (13)  Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 54 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 21 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16, dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 43 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 76 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 17 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.

    (14)  Per i criteri di assegnazione dei finanziamenti vedi la deliberazione della giunta provinciale 29 maggio 2009, n. 1301 (b.u. 30 giugno 2009, n. 27, suppl. n. 2).

    (15)  Articolo così modificato dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19 e dall'art. 53 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1. Per il regolamento di esecuzione vedi il d.p.p. 12 dicembre 2011, n. 17-75/Leg.

    (16)  Articolo aggiunto dall'art. 16 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4.

    (17)  Commi modificativi degli articoli 4 e 26 della l.p. 13 novembre 1992, n. 21.

    (18)  Articolo aggiunto dall'art. 61 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19.

 
Pagine visitate
  • Legge provinciale 7 novembre 2005, n. 15
 
 
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