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| La consegna del testo del "pacchetto" da parte dell'avvocato Bertorelle al Presidente della P.A.T. Guido Raffaelli. |
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Bruno Kreisky
Silvius Magnago
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Le proposte della "Commissione dei 19", istituita il 1° settembre 1961 per lo studio dei problemi dell'Alto Adige e presieduta dall'on. Paolo Rossi, a distanza di quattro anni divennero oggetto di trattative in seno alla "Commissione dei 9", finche si arrivò, nel dicembre 1969, alla conclusione con il voto favorevole sia del Parlamento italiano che di quello austriaco. L'accordo fu firmato dagli allora ministri degli esteri Aldo Moro e Kurt Waldheim a Copenhagen. Venne approvato un elenco di provvedimenti (Misure a favore delle popolazioni altoatesine: in tutto 137, che furono subito definite "Pacchetto", con riferimento all'inscindibilità del complesso dei provvedimenti e adottando un termine in uso nella diplomazia. Il maggior numero delle "misure" contenute nel Pacchetto (72) avrebbero dovuto essere adottate attraverso modifiche allo Statuto del 1948, altre per mezzo di nuove disposizioni statutarie o con appositi provvedimenti legislativi o amministrativi. Il Pacchetto sarebbe stato la premessa del secondo statuto di autonomia del 1972 per la Regione Trentino Alto Adige che avrebbe visto il potenziamento delle competenze delle Province di Trento e di Bolzano. Il dibattito che portò al Pacchetto fu vivacissimo, sia in seno alla SVP a Bolzano che a Trento, e fu anche oggetto di larghi contrasti tra la stessa popolazione sudtirolese, e non solo da parte dei gruppi più intransigenti. Solo a fatica Silvius Magnago riuscì a far approvare il Pacchetto dal congresso del partito a Merano, il 22 novembre 1969.
Nonostante il grande impegno profuso dal leader della SVP, il Pacchetto venne approvato con un minimo scarto di voti: appena il 52,9% della maggioranza a fronte del 44,5% della minoranza. Magnago così commentò l'esito di quella votazione: "Sono rimasto deluso, almeno il 55 per cento me l' aspettavo, il 52,9 per cento è troppo poco. E aggiunse: "Con una maggioranza così risicata se si toglie una virgola al Pacchetto, il nostro assenso non esiste più". Il voto del Parlamento italiano si ebbe
il 3 e 4 dicembre 1969 dopo una relazione del presidente del Consiglio Rumor: votarono a favore DC, PRI, PSI, PSDI, SVP; si astennero PCI, PSIUP, PLI; MSI e monarchici votarono contro (269 a favore 88 astenuti e 26 contrari). Il voto del Parlamento austriaco venne dato il 16 dicembre dello stesso anno e il Pacchetto fu approvato con 88 voti a favore e 79 contrari.
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