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Genesi e sviluppi dell'autonomia regionale e provinciale
7.2.3
Dall'accordo Degasperi-Gruber agli statuti di autonomia
L'A.S.A.R.

Il logo dell'associazione ASAR.

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L’A.S.A.R. (Associazione Studi Autonomistici Regionali) L’istanza autonomistica trentina, soffocata dalla politica accentratrice del fascismo, riprese forza nel dopoguerra, sia a livello popolare che nell’ambito delle forze politiche e di governo. Ma già nel periodo dell’Alpenvorland la resistenza trentina aveva elaborato un programma autonomistico, ispirato al federalismo del Cattaneo, che trovò corpo nel Manifesto del movimento socialista trentino del febbraio 1944.
Nell’estate del 1945 l’aspirazione all’autonomia è molto diffusa nel Trentino: essa è al centro dei dibattiti politici ed è pure presente nei discorsi della gente comune. L’A.S.A.R. (Associazione Studi Autonomistici Regionali) venne riconosciuta ufficialmente nel settembre di quell’anno, quando già contava nelle sue file forti e attivi gruppi, come quelli di Pergine, Mori, Rovereto, Trento e Lavis. La sua direzione era composta da Silvio Bortolotti, presidente, e da Remo Defant, segretario. Questi iniziarono subito, in collegamento con i fratelli Luigi e Franco Bertoldi, con l’architetto Pio Giovannini e con Alfonso Salvadori, un’intensa opera di propaganda. Tra l’ottobre del 1945 e l’aprile del 1946 vennero tenute oltre 400 riunioni nelle valli del Trentino.
Ma fu il 23 dicembre 1945 la data del battesimo del movimento. L’A.S.A.R. tenne allora il suo storico convegno al Teatro Sociale di Trento, nel corso del quale il prof. Valentino Chiocchetti, il teorico dell’A.S.A.R. e il suo maggiore rappresentante sul piano culturale, pronunciò un memorabile discorso che ebbe vasta risonanza sulla stampa. Da quel primo convegno l’A.S.A.R. ricevette un forte impulso per la sua azione di propaganda specialmente nelle valli. Essa, che già nel dicembre 1945 aveva presentato delle note e degli emendamenti al progetto del Comitato di Liberazione Nazionale di Trento, elaborò a sua volta un progetto autonomistico il 29 luglio 1946 e un altro nel dicembre dello stesso anno, che trovarono una formulazione definitiva nel progetto del 1° maggio 1947.
L’A.S.A.R., che perseguiva il disegno di una Regione “da Ala al Brennero”, tenne il 15 novembre 1946 un convegno in Piazza Italia a Trento, strapiena di gente, e un altro in piazza di Fiera il 20 aprile 1947 con la presenza di 30.000 persone, un vero primato storico.
Dopo la promulgazione dello statuto di autonomia del 1948, da essa aspramente criticato, l’A.S.A.R. dovette far fronte a una profonda crisi al suo interno che ne minò la forza. Non si presentò alle elezioni regionali del 1948, ma dal suo seno si formarono il Partito Popolare Trentino Tirolese (PPTT), che ebbe tra i suoi fondatori Enrico Pruner e ottenne quattro seggi nel Consiglio regionale, e il movimento “Autonomia Integrale” che ottenne un seggio. Dopo di allora l’A.S.A.R. scomparve.