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Seconda tappa del tour in Trentino della delegazione parlamentare di Arkhangelsk
I politici russi in visita alla Magnifica Comunità di Fiemme
La cura del bosco al centro del confronto. Foto allegate
Delegazione russa davanti al Palazzo sede della Magnifica Comunità di Fiemme
E' stata la Magnifica Comunità di Fiemme (MCF) la seconda tappa del tour trentino della delegazione russa del parlamento di Arkhangelsk, ospite da tre giorni della Presidenza del Consiglio provinciale.

Stamattina la Val di Fiemme li ha accolti al meglio di sè: con una splendida giornata di sole che metteva in risalto la bellezza del paesaggio con la neve ancora sulle piste da sci e gli abeti rossi (sono il 64% di tutto il territorio boschivo della valle) scintillanti.

Ad attendere gli ospiti, davanti all'ufficio della MCF, c'erano lo Scario Giuseppe Zorzi, il vice Scario e il direttore dell'azienda agricola forestale Stefano Catoi. Dopo uno scambio di doni si è passati alla spiegazione della particolare evoluzione della comunità nel tempo: 900 anni di storia alle spalle tutti documentati, insomma un'evenienza più che rara per molti insediamenti.

"La MCF è un ente di proprietà collettiva- ha spiegato lo Scario- con 20.000 abitanti. Dopo 20 anni di permanenza si ha diritto allo status di membro". Conoscere queste particolarità territoriali ha destato non poca sorpresa tra i consiglieri russi, probabilmente perché non sono testimoni di una cultura di comunità così radicata come in Trentino.

"Già nell' XI secolo la Val di Fiemme, infatti, negozia con il conte-vescovo di Trento una forma particolare di autonomia, in cambio della promessa di difenderlo in caso di guerra. Nel 1315 il Privilegio Enriciano sancisce la libertà di godimento dei beni, la proprietà comune dei boschi e gli essenziali diritti di caccia e pesca. Nasce la Comunità di Fiemme, successivamente nominata "Magnifica Comunità di Fiemme". - ha affermato lo Scario.

Nonostante il fascino del racconto storico l' attenzione degli ospiti è stata successivamente rapita dalla descrizione dei processi produttivi del legno, soprattutto dal concetto di cura e mantenimento della risorsa naturale più preziosa della Valle. Ne ha parlato con dovizia di particolari il direttore dell'azienda agricola forestale supportato per gli aspetti relativi alla commercializzazione dal dirigente provinciale all'internazionalizzazione Raffaele Farella.

Per capire quanto il bosco sia una risorsa importante per i politici di Arkhangelsk basta ricordare che il 39% del territorio della loro regione è coperto da foreste e che a loro industria del legno non solo è la prima della regione, ma copre anche il 30% di tutto il legname esportato dalla Russia.

Non è difficile quindi immaginare che apprendere i sistemi innovativi di produzione e commercializzazione, come le certificazioni Forestali unite ad uno speciale riguardo per il mantenimento dei boschi naturali, abbia incontrato oggi il gradimento degli ospiti.

A ben guardare i parametri sono estremamente diversi: i Russi di Arkhangelsk producono 9 milioni di metri cubi di legno all'anno contro i 50.000 della Val di Fiemme, e ancora da loro sono attive 200 imprese e 30 segherie a fronte delle poche trentine, tuttavia per entrambi i boschi sono una risorsa preziosa.

Le domande sono state molteplici e svariate: dal prezzo del legno al metro cubo, al tipo di prodotto, se industriale o di arredo, alle tecniche di lavorazione fino ai metodi di rispetto ambientale. La risposta ad ogni loro interrogativo è stata data durante la visita guidata (durata un'ora) dentro la segheria della MCF dove al seguito dei tecnici sono stati visti in concreto i nuovi processi produttivi. I macchinari dell'industria del legno sono stati rinnovati, infatti, nel 2006 per fare fronte ad una produzione incentrata più sulla qualità che sulla quantità.

Prima di raggiungere il centro CNR/IVALSA di San Michele all'Adige per vedere il versante tecnologico e innovativo delle applicazioni del legno, come la casa SOFIE, la delegazione russa ha visitato l'antico palazzo della Magnifica Comunità nel centro di Cavalese insieme al Presidente Kessler, al consigliere Pino Morandini, ovviamente sotto la guida dello Scario. Mancano pochi mesi all'inaugurazione ufficiale del palazzo, ma i lavori di restauro hanno già restituito l'antico splendore alla sede più idonea per una comunità che ha nel DNA l'autonomia intesa come rispetto di valori delle proprie identità culturali.

Adele Gerardi

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