Ultimo giorno per «Anime della Maniera nera» a Palazzo Trentini
Tradizione giapponese, di Narumi Harashina
Ultimo giorno di apertura oggi per la mostra "Anime della Maniera nera", allestita a Palazzo Trentini e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio provinciale e dal Ministero per i beni e le Attività culturali. Dieci artisti di fama internazionale per 81 opere realizzate, come già il titolo suggerisce, con una tecnica incisoria antica ed affascinante, quella appunto della maniera nera, conosciuta anche come "mezzo tinto".
La mostra è di rilievo non solo per quanto riguarda l'uso della tecnica, che data la complessità è padroneggiata da pochi maestri (tanto che potremmo quasi definirla una tecnica di nicchia), ma anche per il fatto che in questa circostanza espongono 10 artisti di differente nazionalità e che quindi si fanno portatori di linguaggi differenziati anche dal punto di vista culturale e dell'identità, una mostra che quindi attraverso questa singolare tecnica ci rivela anche differenti "anime".
Il Presidente del Consiglio provinciale Dario Pallaoro ha evidenziato come il viaggio di questa mostra attraverso il mondo dell'arte incisa, fatto di sfumature infinite fra nero e bianco, restituisca una dimensione di pacatezza e di lentezza, insieme ad un ritorno all'artigianalità vera dell'arte.
E sono stati ancora la lentezza ed il senso del silenzio a caratterizzare l'intervento successivo, quello del critico d'arte Fiorenzo Degasperi che ha definito la maniera nera "arte dell'inattualità, un'arte che fa rimarcare il silenzio e che richiama il romanzo gotico".
Degasperi ha poi paragonato la maniera nera alle altre tecniche, evidenziando come questa, nello scavare, nel graffiare la lastra e "portare via" il nero per fare emergere le infinite sfumature e i chiaroscuri, vada in profondità, "entri silenziosamente dentro la materia".
All'inaugurazione sono intervenuti i tre artisti Lorenzo Bruno, Alberto Rocco e Ivo Mosele. A loro è passata la parola in conclusione per spiegare nel dettaglio la tecnica e dare un senso all'utilizzo di questo mezzo estremamente affascinanate e misterioso, ma altrettanto difficile e complesso, frutto di un mestiere lento e meticoloso, dove l'uso dei materiali e degli strumenti non possono essere improvvisati.