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13-10-2005
In merito al disegno di legge presentato da Mauro Bondi (Sinistra democratica)
Software libero: le audizioni
Sentiti Consorzio innovazione, Assindustria, Itc-Irst e Università
Davide Bassi
(Nella foto Davide Bassi, rettore dell'Università di Trento)

Al vaglio della Seconda Commissione Permanente, presieduta dal vicepresidente Mauro Delladio, il disegno di legge n.52 (allegato) relativo alle norme in materia di pluralismo informatico e d'incentivazione della diffusione del software libero nella Provincia autonoma di Trento, proposto da Mauro Bondi.

La mattinata di oggi è stata dedicata alle audizioni dei rappresentanti delle categorie interessate.

Per primo è stato sentito Marco Pavanelli del Consorzio innovazione tecnologica degli artigiani che si è detto favorevole all'iniziativa legislativa e aperto all'adozione dei nuovi formati aperti. Si tratta, ha precisato, di occasioni di business per le aziende. Garantisce l'indipendenza rispetto a poche imprese multinazionali monopoliste.

Per Pavanelli il costo maggiore dell'operazione per attuare la trasformazione verso l'utilizzo del software aperto s'identifica nella formazione del personale e nella riconversione al nuovo sistema, ma il costo dell'immobilismo, ha precisato, potrà rivelarsi superiore nel prossimo futuro.

Fulvio Rigotti, rappresentante della sezione terziario innovativo dell'Associazione Industriali, ha espresso un giudizio favorevole sul progetto di legge purché vengano tenuti i debita considerazione gli investimenti già effettuati nel settore da parte della Provincia e ancora ritenuti efficienti. Ha suggerito l'istituzione di una commissione di esperti per individuare i comparti da trasformare e le priorità. La Pubblica Amministrazione deve fare da traino nelle operazioni di questo tipo, offrendo occasione di crescita anche al territorio. Si tratta, ha rimarcato, di un processo evolutivo che incrementa la cultura informatica, creando maggiore accessibilità.

Per l'ITC-IRST (centro per la ricerca scientifica e tecnologica) hanno preso parte all'audizione Mario Zen e Bruno Caprile. Quest'ultimo ha riconosciuto, sottolineando l'importanza dell'adozione del software libero, l'impostazione positiva del disegno di legge, che però per avere un impatto decisivo deve essere precisata in alcune parti. Deve essere più determinante nelle forme di accompagnamento del processo di trasformazione informatica, perché la materia è vasta ed in continua evoluzione. Caprile ha suggerito di potenziare il comitato tecnico per indirizzare la definizione dell'adozione dei formati preferibili.

Dopo aver illustrato l'organizzazione informatica dell'Università degli Studi del capoluogo, Davide Bassi ha dichiarato che i veri costi si concentrano sul personale. Ha definito troppo rigido il disegno di legge che dà una definizione schematica del software libero e non affronta la questione della convergenza tecnologica. Ha invitato a non costruire rigide gabbie legislative che nel futuro rischiano di essere controproducenti. Ha rimarcato che le strutture provinciali devono guardare alle opportunità del mercato e valutare le scelte in base all'efficienza e all'economicità.

Ai lavori hanno preso parte, oltre a Delladio, i consiglieri Turella, Bassetti, Odorizzi e Bondi.

Maria Paola Ceccon

Allegati:

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