Sinti e rom: approvate in aula le norme per favorirne l'integrazione
E' stato approvato questa mattina il disegno di legge 43 che reca le misure per favorire l'integrazione dei gruppi di sinti e rom residenti in provincia di Trento. La votazione, avvenuta per appello nominale al termine di un lungo dibattito durato l'intera mattinata, ha dato il seguente esito: su 30 presenti e votanti, 18 voti favorevoli e 12 voti contrari.
Esaurita nel pomeriggio di ieri la discussione generale, la mattina è stata dedicata alla trattazione dell'articolato e relativi emendamenti e subemendamenti. Come già preannunciato nella discussione di ieri la maggior parte delle proposte di modifica sono pervenute dai gruppi di opposizione.
In particolare, numerosi sono stati gli emendamenti all'articolo 4, "Caratteristiche delle aree residenziali di comunità e loro assegnazione", illustrati da Rodolfo Borga (PDL), che miravano a fare chiarezza sulla produttività effettiva del lavoro e sulla disponibilità allo svolgimento di lavori socialmente utili: "chi gode dei benefici previsti dalla legge ed è disoccupato ovvero svolge un'attività fittizia, quantomeno dimostri la disponibilità a lavorare rendendosi utile alla società" ha detto l'esponente del PDL che in un ulteriore emendamento prevedeva la revoca e la cancellazione dalla graduatoria in caso di non soddisfacimento delle predette condizioni. All'articolo 5 forte contrarietà è stata espressa dal PDL sull'attribuzione di immobili da assegnare a sinti e rom in alternativa o aggiunta alla realizzazione di un'area residenziale.
"Nessuna difficoltà a riconoscere che l'atteggiamento dell'opposizione nell'elaborazione di questa norma è stato costruttivo" ha detto Mattia Civico (PD), che ha anche osservato come la ratio dell'emendamento presentato dal PDL riguardo la richiesta della presenza di almeno due fonti di reddito nel nucleo famigliare è condivisibile, nonostante l'emendamento specifico sia stato ritirato perché già previsto dalla proposta di modifica presentata da Dallapiccola del Patt che prevede anche che la metà dei componenti il clan famigliare sottoscriva una dichiarazione di immediata disponibilità alle offerte formative e lavorative proposte dall'agenzia del lavoro fino alla perdita dello stato di disoccupazione. Con questo spirito di dialogo costruttivo sono state anche accolte alcune proposte delle minoranze, condivise perché di maggior precisazione e migliorative del testo.
In sede di dichiarazione di voto sono intervenuti per la Lega nord il consigliere Alessandro Savoi (che ha comunicato il voto fortemente contrario ad una legge definita "capestro", che penalizza la comunità trentina), l'esponente del Gruppo misto Mario Magnani (che ha annunciato il sostegno al documento che va in una direzione condivisibile con regole chiare ed una maggior sicurezza per i cittadini), Michele Dallapiccola del Patt (che, dichiarando il proprio sostegno al testo, ha precisato che questa è una legge che non va a favorire sinti e rom, ma li inserisce opportunamente con regole chiare nella comunità trentina), Walter Viola del PDL (che ha espresso la propria contrarietà al disegno di legge, deluso tra l'altro per il mancato accoglimento di alcune modifiche proposte dal proprio gruppo), Roberto Bombarda dei Verdi (favorevole al documento che ha il pregio di aver fatto sintesi tra visioni diverse e a tratti contrapposte su un argomento quanto mai delicato), Bruno Firmani dell'Italia dei Valori (che, annunciando voto favorevole, ha dichiarato di mantenere tutte le perplessità già espresse nel corso del dibattito e confermato la necessità di operare un costante monitoraggio), Rodolfo Borga del PDL (che ha annunciato voto fermamente contrario a causa del mancato accoglimento di emendamenti davvero sostanziali proposto dal proprio gruppo: non si è voluto che i consigli comunali si occupassero di questo argomento, si sono lasciati a carico della finanza locale questo genere di interventi, è mancato l'inserimento dell'obbligo lavorativo ecc.), Claudio Eccher della Civica per Divina (che ha dichiarato voto contrario alla legge, per il mancato accoglimento di numerosi emendamenti migliorativi e lo sbilanciamento a favore dei diritti rispetto ai doveri attribuiti alle comunità di sinti e rom, pur osservando come qualcosa di positivo nel testo ci sia), Pino Morandini (che ha ribadito la contrarietà per il mancato accompagnamento dei diritti con i doveri), Giorgio Lunelli (che ha annunciato a nome del gruppo dell'UPT il sostegno ad un documento rivolto ai residenti in Trentino, che va nella direzione della sicurezza sociale e dell'integrazione sociale), Nerio Giovanazzi (che ha espresso ferma contrarietà ad una legge che ha dichiarato di "subire", così come dovranno subirla i cittadini), Franca Penasa della Lega nord (che si è detta assolutamente negativa rispetto ad un testo che spoglia i comuni di qualsiasi potestà di gestione sui propri territori), Luca Zeni, capogruppo del PD (favorevole al documento e grato ai colleghi per la costruzione di un buon provvedimento).